ALTRA IDEA DI CITTA’: TARIFFAZIONE PUNTUALE, CENTRO DEL RIUSO E SCELTA PARTECIPATA NEI QUARTIERI PER LA GESTIONE DEI RIFIUTI

La normativa europea sulla gestione dei rifiuti con la Direttiva 2008/98/CE impone di procedere ad una gestione virtuosa di rifiuti, prevedendo una serie di azioni – in rigoroso ordine di priorità – a partire dal ridurne la produzione, dall’incentivare modalità di riuso per giungere alla raccolta in maniera differenziata e al riciclaggio e, solo come ultime tra le possibilità, il recupero energetico e infine lo smaltimento con conferimento in discarica, adottando il principio secondo cui “chi inquina paga”.

La raccolta differenziata è cosa ben diversa dal recupero e risulta essere il mezzo per conseguire gli obiettivi di effettivo recupero e non il fine ultimo. La percentuale di raccolta differenziata è uno dei tre indicatori con cui generalmente si monitorizza il sistema, la qualità e l’efficienza nella gestione. Insieme alla raccolta differenziata vi sono altri due indicatori: la quantità di produzione pro capite di rifiuto e la percentuale di recupero effettivo.

La gestione dei rifiuti è materia di competenza delle Amministrazioni Comunali che la esercitano in forma associata all’interno delle assemblee di ambito.

La provincia di Ancona identifica l’area ATA – Ambito 2 che sta ancora elaborando il proprio Piano di Ambito, con non poche difficoltà e con non operazioni sempre lineari nella individuazione e affidamento del servizio al gestore unico. A tutt’oggi il percorso decisionale è fermo a causa di ricorsi presso le corti amministrative.

La città di Ancona ha sperimentato in questi anni diverse soluzioni che mostrano l’evidente ritardo nella messa a punto di un sistema realmente efficace e funzionale per l’intero territorio comunale con un risultato pari al 55% di raccolta differenziata. Il risultato è fortemente inferiore rispetto alla normativa nazionale che pone l’obiettivo al 65% e in forte calo rispetto al periodo precedente che si era assestato intorno al 60%. Le performance negative sono particolarmente evidenti nei confronti di altre amministrazioni comunali della provincia che raggiungono la soglia dell’80%.

Il comportamento dei cittadini non è ragione sufficiente per giustificare la ridotta percentuale di raccolta differenziata che è in ogni caso la risultante media di comportamenti diversificati nelle varie aree della città.

Ancona risulta gravemente carente non solo per la bassa percentuale di raccolta differenziata, per non aver ancora avviato adeguata sperimentazione nella tracciabilità del conferitore laddove vi sono comportamenti virtuosi ma anche perché non ha un CENTRO del RIUSO, a differenza di tante realtà della stessa provincia che hanno avviato con successo la buona pratica. Il RIUSO consente di dare una seconda vita ad un bene applicando la direttiva del 2 dicembre 2015 con cui la Commissione Europea ha adottato un ambizioso pacchetto sull’ECONOMIA CIRCOLARE composto da un Piano d’azione con misure relative all’intero ciclo di vita dei prodotti: dalla progettazione all’approvvigionamento, alla produzione e al consumo fino alla gestione dei rifiuti e al mercato delle materie prime secondarie. Il passaggio a un’economia circolare rappresenta una parte significativa degli sforzi per modernizzare e trasformare l’economia europea e nelle città, orientandola verso una direzione più sostenibile. L’economia circolare offre alle imprese la possibilità di realizzare vantaggi economici considerevoli, consente di realizzare significativi risparmi di energia e benefici per l’ambiente, crea posti di lavoro a livello locale e offre opportunità di integrazione sociale ed è strettamente correlato alle priorità dell’Unione Europea in materia di posti di lavoro, crescita, investimenti, agenda sociale e innovazione industriale.

ALTRA IDEA DI CITTA’, convinta della necessità di una gestione dei rifiuti che porti la nostra città a percentuali di differenziazione e riciclo molto più alte delle attuali, intende portare la questione come decisione da prendere in modo partecipato con i cittadini assegnando a ciascun quartiere un obiettivo da raggiungere di raccolta differenziata e un adeguato sistema per ottimizzare la raccolta. La modalità di raccoltà dipende dalla tipologia della popolazione che ospita un’area urbana, l’insediamento commerciale e/o produttivo, la dimensione delle strade e il contesto abitativo. Omologare i sistemi di raccolta potrebbe non essere la strategia migliore per raggiungere il miglior risultato possibile. Abbiamo dunque un’altra idea di gestione dei rifiuti che parte dal coinvolgimento del cittadino e del quartiere.

Catia Mastantuono, candidata consigliera

Francesco Rubini, candidato sindaco .

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