ALTRA IDEA DI SICUREZZA

In occasione del consiglio comunale monotematico sulla sicurezza, Altra Idea di Città ha presentato il seguente ordine del giorno.

CONSIGLIO COMUNALE 5/12/2018

ORDINE DEL GIORNO

Premesso che

  • Ancona ha subito profondi cambiamenti a partire dalla sua conformazione urbanistica, sociale e culturale;

  • Il territorio comunale ha subito un progressivo processo di “slabramento” e di espansione dimensionale abnorme a fronte dello spopolamento della città ormai da molti anni in perenne decrescita demografica;

  • Lo sviluppo urbano della città non è stato in nessun modo programmato ed intere aree si sono trasformate in quartieri dormitorio, altre in zone ove si sono concentrate comunità migranti e straniere;

  • La città ha visto negli anni un progressivo abbandono e degrado dei suoi spazi, a partire da una parte rilevante del patrimonio immobiliare pubblico e privato, una diminuzione della qualità della vita, un isolamento politico ed istituzionale non degno di un capoluogo di Regione; sono venuti meno progetti a lungo termine, risorse economiche, iniziative culturali, spazi di aggregazione, momenti di socialità, cura del territorio e dei suoi quartieri;

  • Il progressivo processo di sfibramento del tessuto cittadino, e più in generale della comunità anconetana, si è accompagnato a condizioni di vita più difficili dentro un quadro di profonda e prolungata crisi economica che ha prodotto precarietà e povertà che sono alla base di molteplici fenomeni di emarginazione e disagio;

Considerato che:

  • Il quadro economico – sociale di cui sopra ha acutizzato diseguaglianze, situazioni di degrado, insicurezza e marginalità soprattutto nei quartieri cittadini più popolosi producendo molto spesso episodi di abbandono, micro-criminalità, violenza;

  • Il problema “sicurezza” è stato fatto oggetto di speculazione politica a fini elettoralistici mediante una narrazione mediatica spesso falsata e foriera di infondati timori tra la popolazione cittadina;

Sottolineato che:

  • I dati e le statistiche hanno più volte smontato il castello allarmistico creato ad arte da chi ha inteso e intende soffiare sulla paura delle persone già vittime di un contesto economico e sociale di grave difficoltà;

  • La sicurezza non può e non deve essere derubricata a problema di solo ordine pubblico, ma va ricompresa in un quadro più ampio di programmazione a lungo termine che coinvolga tutti i settori di azione della politica cittadina: decoro, riqualificazione urbana, cultura, aggregazione, socialità, pulizia, verde pubblico…;

  • Le politiche proibizioniste, repressive e securitarie, ovunque attuate, hanno dimostrato di essere inefficaci ed anzi spesso controproducenti;

  • L’amministrazione comunale, e men che meno il Consiglio Comunale, possono sostituirsi alle forze dell’ordine e all’apparato sanzionatorio – repressivo dello Stato nel rispetto del principio Costituzionale della divisione dei poteri e delle competenze;

  • Compito della politica è quello di creare le condizioni sociali, economiche e culturali affinché la popolazione possa condurre un’esistenza libera e dignitosa,

Si impegna il Consiglio Comunale e l’amministrazione a:

  1. Interrompere il tentativo, in gran parte infruttuoso e fuorviante dal punto di vista degli equilibri finanziari, di alienazione del patrimonio immobiliare pubblico della città di Ancona per concentrarsi sulla sua riqualificazione attraverso la rigenerazione di immobili abbandonati e in disuso, a partire dai tanti circoli di quartiere e dagli stabili chiusi e senza destinazione;

  2. Impedire alla rendita immobiliare privata di rimanere economicamente improduttiva e socialmente dannosa utilizzando tutti gli strumenti ed i poteri previsti dalla legge per ri-equilibrare la proprietà privata con il fine sociale previsto dalla Costituzione: nessuno stabile privato può essere abbandonato nell’incuria e nel degrado a scapito dell’interesse pubblico e della sicurezza dei cittadini;

  3. Incentivare i presidi sociali, culturali e commerciali nelle aree maggiormente degradate e periferiche favorendo controllo, decoro e pulizia di strade, immobili, percorsi;

  4. Progettare un’illuminazione diffusa ed ecocompatibile e sostenere l’implementazione del vigile di quartiere;

  5. Concentrare maggiori sforzi, politici, economici e istituzionali nella cura e nel rilancio dei quartieri periferici e delle frazioni;

  6. Sostenere e implementare il piccolo-medio commercio al dettaglio ed indirizzare maggiore attenzione alla manutenzione e alla rinascita dei mercati rionali come luoghi di contrasto al degrado e di radicamento della comunità;

  7. Sostenere ed aumentare i servizi al cittadino e le politiche pubbliche di welfare, incentivare pratiche che promuovano il rispetto e il senso civico a partire dalla formazione scolastica; migliorare il raccordo tra i servizi comunali e le realtà associative e di volontariato per monitorare le emergenze sociali;

  8. Rendere la città più solidale ed accogliente attraverso l’implementazione di servizi sociali che promuovano maggiore integrazione ed inclusione dei cittadini italiani e stranieri a partire dai quartieri più problematici del Piano e degli Archi monitorando costantemente le esigenze dei cittadini;

  9. Sviluppare e favorire iniziative di gestione condivisa di spazi pubblici, aree verdi, impianti sportivi, piazze, strade anche tramite pratiche di pulizia e abbellimento costante;

  10. Favorire attività di miglioramento estetico incentivando street art, installazioni artistiche, concorsi di idee e progetti;

  11. Sviluppare i neonati Consigli Territoriali di Partecipazione come veri strumenti di partecipazione e democrazia dal basso;

  12. Evitare l’utilizzo dei taser ed ogni altra ipotesi di armamento della Polizia Locale, aumentare il grado di collaborazione con le forze dell’ordine e gli organi inquirenti, rendere efficace il sistema di video-sorveglianza presente in città.

FRANCESCO RUBINI FILOGNA, ALTRA IDEA DI CITTA’

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