CACCIA AL TESORO: Le bellezze e i tesori abbandonati di Ancona, Capitolo 2. QUEI PICCOLI IMMOBILI CONDANNATI ALL’OBLIO.

Non si capisce perché il Comune di Ancona non li conceda in affitto e li valorizzi.
Piazze Stamira, Pertini e Cavour: tre strutture in disuso in attesa di una funzione.

La cartina topografica degli immobili in degrado, abbandonati e in disuso di cui è proprietaria l’Amministrazione comunale ad Ancona è a macchia di leopardo, con molti punti neri, alcuni piccoli, altri più corposi ed esclamativi. Ed è caratterizzata, appunto, da alcune macchie, tanto sono grandi in questi i casi i palazzoni in questione.
Riportiamo solo tre casi di “palazzini”. Sebbene piccoli manufatti, sono anch’essi punti neri, e meritevoli del segno esclamativo, oltre che interrogativo. Neri, oscuri, come certa mala amministrazione del patrimonio pubblico. Ancora più “mala” e oscura, visto che le casse del Comune di Ancona piangono a dirotto, come quelle di molti altri Comuni italiani. Ma per ciò che riguarda Ancona, la lista degli immobili relegati all’oblio dalla Giunta PD Mancinelli (molti ereditati da quelle precedenti) è davvero oltre modo lunga in rapporto alla grandezza della città e al numero della sua popolazione.
Cominciando da piazza Stamira, è da moltissimi anni che l’edificio che fa angolo con via Palestro è sprangato e ridotto in condizioni pietose. Classico pugno nell’occhio, in pieno centro, per chi passa, oltre che spreco di un ambiente che andrebbe ripulito e risistemato (con poca spesa) e restituito alle funzioni precedenti o ad altre. Magari concedendolo in affitto a qualcuno.
Basta attraversare la strada ed eccoci nella mal riuscita, e senza vocazione precisa, piazza Pertini. In direzione della scultura “Mater Amabilis” (i bellissimi rinoceronti), spicca un’altra struttura più ampia, un centinaio di metri di fronte al Bar Pertini (lato via San Martino), senza vita da almeno cinque anni, con l’aggravante che è moderna e in buone condizioni, realizzata contestualmente alla nuova piazza. Chissà, forse qualche addetto del Comune la usa come deposito di attrezzi da lavoro. Ma è solo una lontana ipotesi. Progettata come contenitore polifunzionale, adatta ad essere dotata di tavolini e sedie all’esterno, andrebbe valorizzata. Anche qui, lecito chiedersi perché l’Amministrazione comunale non la affitti, o la venda. Potrebbe andare benissimo per una delle tante associazioni perennemente in cerca di una sede. Potrebbe ospitare un altro bar, una pizzeria… fate voi. O magari un ufficio informazioni, visto che l’unico presente ad Ancona è relegato all’interno del porto (una vera genialata!). L’ultima volta che questo manufatto ha avuto un senso è – come già scritto – 5 anni fa, alla vigilia delle ultime elezioni amministrative comunali, quando il Movimento 5 Stelle l’ha ottenuto in locazione per il periodo della campagna elettorale.

L’ex Bar Gino – Caffè latino in Piazza Cavour.
Il casotto in Piazza Stamira
La struttura in Piazza Pertini

Ancora un centinaio di metri, e approdiamo a piazza Cavour, angolo archi-palazzo della Ferrovia. Un blocco rivestito di tela plastificata verde, che nasconde ciò che fu, per decenni, prima il mitico Bar Gino e poi il Caffè Latino. Salvato dal progetto per il recente rifacimento della piazza, perché destinato a funzioni da definire, qualcuno potrebbe scambiarlo per una discutibilissima installazione artistica moderna. Ennesimo angolo morto di una città ancora, nonostante tutto, “Bella addormentata sul golfo”.

Giampaolo Milzi.

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