Voci ai tempi del coronavirus – Avvocati di strada sulla condizione dei senzatetto

Da oggi proveremo a raccontarvi un pò del mondo ai tempi del coronavirus.
Lo faremo tramite brevi video, dirette facebook, contributi scritti.
Parleremo della nostra società, dei più deboli, di ciò che accade in Italia e nel mondo, di ciò che potrà essere e diventare il pianeta dopo la pandemia.
E’ un modo per informare, tenervi compagnia e non dimenticarci delle nostre lotte quotidiane.

Iniziamo con un contributo video di Daniele Valeri dell’associazione Avvocato di strada ONLUS che ci racconta cosa significa essere senza tetto in una situazione di grave crisi sanitaria.

Essere senza tetto ai tempi del coronavirus

Da oggi proveremo a raccontarvi un pò del mondo ai tempi del coronavirus.Lo faremo tramite brevi video, dirette facebook, contributi scritti.Parleremo della nostra società, dei più deboli, di ciò che accade in Italia e nel mondo, di ciò che potrà essere e diventare il pianeta dopo la pandemia.E' un modo per informare, tenervi compagnia e non dimenticarci delle nostre lotte quotidiane.Iniziamo con un contributo video di Daniele Valeri dell'associazione Avvocato di strada ONLUS che ci racconta cosa significa essere senza tetto in una situazione di grave crisi sanitaria.

Gepostet von Altra Idea di Città am Freitag, 27. März 2020

COME MAI LA MAGGIORANZA NON VUOLE LA COMMISSIONE D’INDAGINE?

Dopo la richiesta da parte dell’opposizione di istituire una commissione d’indagine in seno al consiglio comunale, a seguito dello scoppio del caso “Ghost Jobs”, il consiglio stesso si è espresso con parere contrario. Ovviamente il tutto a causa della maggioranza che di questa inchiesta proprio non ne vuole sapere. Onestamente non ci è parso strano, dato il continuo atteggiamento da parte del sindaco e della sua giunta di ridimensionare il tutto, sin dal principio, e usare la questione per passare da “vittima” di strumentalizzazione politica. Seppure non ci è parso strano ribadiamo quanto ciò sia alquanto inopportuno: se la giunta non ha nulla da nascondere perché rifiutarsi, con scuse banali, di approvare una commissione d’indagine? Non dovrebbe forse essere interesse di tutta l’amministrazione fare chiarezza politica sulla questione? Si è già ribadito che la commissione d’indagine non si sostituisce al lavoro della magistratura, altrimenti, se così fosse stato, non avrebbe avuto senso pensare di inserire questo “strumento” nel regolamento comunale. Inoltre, ribadiamo quanto il caso sia tutto fuorché da minimizzare dati i numeri di indagati e la cronaca che, quotidianamente, ci racconta di continui sviluppi di indagini. Il tutto farebbe pensare a qualcosa di più grande di una semplice “mela marcia”, come il sindaco ha voluto semplificare. Per questo motivo sabato 30 novembre (mattina e pomeriggio) saremo in Piazza Roma a far conoscere, attraverso volantinaggio, il nostro dissenso rispetto alla scelta della maggioranza e della giunta, spiegando anche le nostre motivazioni.

Stazione Marittima, Rubini (AIC):” Riaprirla è possibile e doveroso”

Dopo anni di bugie, la verità sulla stazione marittima sta finalmente emergendo dando ragione a chi, come noi, fin da subito si è battuto contro la sua chiusura voluta da Comune e Autorità Portuale.
Il progetto di riapertura palesato dall’amministratore delegato di Aerodorica Carmine Bassetti, è sostenuto da Vista Mare, conferma quanto affermato dai tanti che in questi anni si sono battuti contro lo cancellazione della stazione marittima: il collegamento ferroviario sulla costa a nord di ancona può avere una importanza strategica per riconnettere il capoluogo e il suo porto con l’hinterland e l’aeroporto.
Un collegamento eco-sostenibile, uno strumento importante per sperimentare una viabilità che provi ad interrompere la totale dipendenza di questa città dal trasporto su gomma, inquinante e pericoloso.
Dunque, non solo la stazione marittima si può e si deve riaprire, ma può essere messa al centro di un progetto di rilancio del porto e della città anche in chiave turistico – attrattiva; un progetto di mobilità su ferro capace di realizzare la famosa metropolitana di superficie che già dai primi anni 2000 avrebbe dovuto connettere il nord ed il sud di Ancona.
Le stazioni ci sono già (Ikea, Aspio, marittima, Torrette, Areoporto), i binari pure; che aspettiamo ancora?

Francesco Rubini , capogruppo Altra Idea di Città

Ordine del giorno approvato nell’assemblea straordinaria sull’inchiesta Ghost Jobs

L’assemblea di Altra Idea di Città, convocata in via straordinaria in data 11 novembre 2019, preso atto dell’inchiesta “ghost jobs” che ha ad oggi coinvolto più di trenta soggetti tra funzionari del Comune di Ancona, assessori ed imprenditori, con l’emissione di quattro misure di custodia cautelare, una in carcere per un dipendente comunale e tre agli arresti domiciliari per imprenditori del settore edilizio;

ribadisce la centralità del principio della presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio come elemento cardine del nostro Stato di Diritto;

manifesta fiducia nell’operato delle autorità competenti nello svolgimento di un’inchiesta la più rapida ed approfondita possibile, libera da influenze esterne e da inutili strumentalizzazioni di ogni tipo;

denuncia le continue politiche, locali e nazionali, di smantellamento degli enti locali;

chiede fin da subito al Sindaco ed alla Giunta massima trasparenza e chiarezza per quanto riguarda il coinvolgimento di dirigenti ed assessori.

Rimarca con forza la distinzione tra responsabilità penale e politica non dimenticando come si possa essere allo stesso tempo innocenti in sede giudiziaria, ma responsabili sul piano politico nel campo delle scelte, del controllo e della gestione dell’attività amministrativa;

l’assemblea di Altra Idea di Città dichiara quanto segue:

  • L’inchiesta “ghost jobs” non può in nessun modo essere derubricata con la retorica della “mela marcia”; le sue dimensioni e i suoi sviluppi palesano un sistema che come tale dovrà essere analizzato ed approfondito, tanto in sede giudiziaria quanto in quella politica;
  • Il “modello Ancona”, incentrato sulla figura dominante del Sindaco, non ha funzionato a dovere; le indagini in corso, al netto dell’esito processuale, sono da sole sufficienti per confermare una gestione inidonea della macchina amministrativa che già da anni soffre e lamenta un modus operandi, da una parte impegnato verso l’accentramento di poteri verso l’alto, e dall’altro incapace di imprimere un controllo di gestione efficace ed efficiente;
  • Occorre, come già richiesto dai consiglieri comunali di minoranza, ex articolo 16 del regolamento del Consiglio Comunale, istituire al più presto una commissione d’inchiesta in seno al Consiglio Comunale per permettere ai rappresentanti della cittadinanza di questa città di indagare a fondo le vicende politiche ed amministrative che stanno alla base delle accuse penali fondanti l’inchiesta “ghost jobs”. In particolare, la Commissione dovrà esaminare aspetti rilevanti della gestione amministrativa: la gestione degli appalti, la gestione dei lavori pubblici, i controlli interni, l’organizzazione degli uffici.

 

Altra Idea di Città, infine, continuerà a battersi con ancora maggiore determinazione per dare un governo di cambiamento alla città che metta la parola fine alla dinastia dell’attuale compagine amministrativa evitando contemporaneamente alla città di finire nelle mani della peggiore opzione retrograda e para fascista.

 

Ancona, 11/11/2019

USCITA NORD, AIC: Perché non abbiamo sottoscritto il documento unitario votato in Consiglio Comunale.

Altra Idea di Città continua ad avere forti perplessità sul progetto di uscita del traffico dal porto che ormai, tra un cambiamento di piani e l’altro, è in fase di studio da oltre 30 anni.
Dopo l’abbaglio duranto un paio di decenni sull’uscita ovest (solo tre anni fa Simonella, Mancinelli e Nencini rassicuravano sulla sua realizzazione in tempi brevi), gli stessi governanti, gli stessi gruppi di interessi, da destra fino al M5S in versione governativa, ripropongono l’ennesima grande opera proprio a ridosso dell’area in frana.
Gallerie , viadotti, raddoppi di careggiata, tutto in un area franosa, malgrado gli allarmi di geologi, ingegneri ed associazioni.
Per non parlare poi della scelta di perseguire ancora la strada arcaica della costruzione di grandi strade dedicate al traffico su gomma con conseguente impatto ambientale e paesaggistico.
In tutto il mondo i paesi più sviluppati investono su progetti a lungo termine sostenibili e a basso impatto ambientale, mettendo al centro trasporto su ferro, intermodalità e soluzioni all’avanguardia in tema di mobilità alternativa.
Ancora una volta, invece, nel capoluogo marchigiano si va in direzione opposta dimostrando poca lungimiranza e zero progettazione.
Dunque, lungi da noi derubricare il problema dell’uscita del traffico pesante dal porto e le note disastrose conseguenze su Torrette e dintorni (recentemente martoriata dalla costruzione di un MC Donald’s e dalla realizzazione di una rotatoria molto poco fortunata), ma non possiamo esimerci dal palesare, ancora una volta in solitudine, una posizione critica rispetto ad una scelta che rischia di condannare la città ad un infrastruttura vecchia ed impattante.
Il mondo sta cambiando, le proteste in tutto il mondo a difesa del pianeta ed a favore di una riconversione ecologica della società dovrebbero imporre a tutti una seria riflessione sul futuro mettendo al centro scelte politiche sostenibili.
Non sarebbe ora di iniziare a ragionare di quesito anche ad Ancona piuttosto che insistere con progetti impattanti e molto poco sostenibili?

Per queste ragioni abbiamo deciso di non sottoscrivere il documento firmato da tutte le forze politiche presenti in Consiglio Comunale a favore della realizzazione del “uscita a nord” e di astenerci al momento del voto.

Altra Idea di Città

Grandi navi da crociera, AIC:” Basta passerelle, si dica la verità su inquinamento e impatto ambientale”

Affisso striscione davanti al museo archeologico.

Abbiamo deciso di partecipare a modo nostro alla serata organizzata presso il museo archeologico affiggendo uno striscione all’ingresso dello stabile che ha ospitato l’ennesima passerella istituzionale dedicata al futuro croceristico della città.
Uno striscione che chiede ai promotori della nuova banchina al molo Clementino di dire tutta la verità su inquinamento e impatto ambientale della grande opera.
Un’opera clamorosamente incongrua per molteplici ragioni sbandierata come fattore di sviluppo e ricchezza tacendo sui costi sociali che la stessa Autorità Portuale quantifica in quasi 16 milioni all’anno, 180 mila euro per ogni attracco.
Un’opera che comporterà un forte inquinamento da emissioni navali, un aumento massiccio del traffico e dello smog, un rischio immanente per il patrimonio storico – archeologico dell’area e una totale deturpazione dell’attuale conformazione del centro storico e del porto antico che, da luogo ritrovato per la cittadinanza, diventerà un vero e proprio caos.
Su tutti questi aspetti, al di là della propaganda su sostenibilità e rispetto del territorio, non arriva nessuna risposta credibile dagli attori istituzionali coinvolti.
Il rischio è quello di compromettere per sempre uno sviluppo urbanistico sostenibile dell’asse porto – città con buona pace delle promesse di liberazione e apertura dell’area portuale.
Per queste ragioni continua il nostro impegno per contraste un’opera dannosa e controproducente.

Altra Idea di Città

Maxi parcheggio all’ex San Martino, Rubini (AIC): “Scelta sbagliata. Basta traffico e smog in centro.”

Era nell’aria da tempo, adesso c’è l’ufficialità: la truppa guidata dalla Mancinelli intende risolvere il problema della sosta e della viabilità con la realizzazione di un maxi parcheggio a sei piani nell’area dell’ex caserma San Martino, in pieno centro, tra case, uffici e scuole, con tanto di mostra illustrativa nei locali della Mole per presentare il progetto.
Dopo aver chiuso la stazione marittima ed aver abbandonato ogni progettualità degna di nota su mobilità dolce e sostenibile, l’amministrazione getta definitivamente la maschera decidendo di portare altre auto e altro smog in pieno centro, aumentando il tasso di inquinamento cittadino già fortemente allarmante.
Un’idea medievale dunque, in controtendenza alle più avanzate città d’Europa, a cui si sommano i pesanti dubbi sulla realizzabilità dell’opera che dovrebbe sorgere in uno spazio stretto e angusto prospiciente a decine di abitazioni e alla scuola Faiani e le perplessità sulla sua funzionalità rispetto alla già complicata uscita dalla galleria San Martino.
Il progetto, oltre che sul piano viabilistico e dei parcheggi, è dannoso anche dal punto di vista della riqualificazione urbana: le città si rigenerano creando verde pubblico, spazi di aggregazione, luoghi di incontro e non certo con maxi parcheggi multipiano.
Contro questa ennesima follia ci opporremo con ogni mezzo, dentro e fuori dal Consiglio Comunale.

Francesco Rubini , capogruppo Altra Idea di Città

Link al comunicato stampa: https://www.anconatoday.it/politica/parcheggio-ex-san-martino-ancona-rubini.html?fbclid=IwAR10eyzl2jrld4uDQCuskuttxaAIDUrnqXabUh6pkZmtXfic5PiGuaj0g60

L'immagine può contenere: cielo e spazio all'aperto

MOZIONE SU EMERGENZA AMBIENTALE

Si riporta di seguito la mozione presentata da Altra Idea di Città in consiglio comunale per quel che riguarda l’emergenza ambientale.

Il testo è comunque scaricabile in formato PDF al seguente link: MOZIONE EMERGENZA CLIMATICA

MOZIONE

OGGETTO: DICHIARAZIONE STATO DI EMERGENZA CLIMATICA

Premesso che:

  • l’Accordo di Parigi, raggiunto il 12 dicembre del 2015 alla Conferenza annuale dell’Onu sul riscaldamento globale (XXI Conferenza delle Parti, Cop21) e firmato il 22 aprile del 2016 a New York dai capi di Stato e di governo di 195 paesi, Italia compresa, impegna la comunità internazionale a ridurre le emissioni dei gas serra fino a limitare l’aumento della temperatura media globale a 1,5 °C rispetto ai livelli pre-industriali, al fine di ridurre i rischi e gli effetti dei cambiamenti climatici;
  • il Rapporto dell’8 ottobre 2018 dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) evidenzia come la soglia massima di sicurezza di aumento della temperatura media globale (1,5°C) rischia di essere superata nel 2030 se non si interverrà urgentemente e che il superamento di tale soglia comporterà alterazioni climatiche irreversibili;
  • il rapporto IPCC è stato redatto da 91 scienziati provenienti da 40 diversi Paesi, che hanno utilizzato oltre 6.000 fonti scientifiche di documentazione del fenomeno per rispondere alla chiamata della Convenzione Quadro per i Cambiamenti Climatici (United Nations Ramework Convention on Climate Change, UNFCCC) contenuta e richiamata nel’Accordo di Parigi del 2015;
  • il richiamato rapporto ICPP riscontra che “limitare il riscaldamento globale a 1,5°C richiederebbe rapide e lungimiranti transizioni in molti settori quali suolo, energia, industria, edilizia, trasporti, e pianificazione urbana”;
  • il Mauna Loa Observatory delle Hawaii ha registrato nella giornata di sabato 11 marzo 2019 la quantità di CO in atmosfera, attestando come abbia superato le 415 parti per milione (ppm) per la prima volta in 800mila anni,

Visto che:

  • Esiste un Patto dei Sindaci contenente impegni diretti ad attuare le politiche energetiche fissate dalla Comunità Europea per il 2020 attraverso il Piano di Azione per l’Energia Sostenibile (PAES) ; il PAES prevede di ottenere nell’anno 2020 una riduzione delle emissioni di CO» del territorio cittadino almeno pari al 25% rispetto a quelle rilasciate in atmosfera nel 2005 (adottato come anno di riferimento) grazie all’attuazione di 86 azioni, divise in 9 settori di intervento (edilizia, illuminazione, mobilità e trasporti, fonti rinnovabili e cogenerazione, pianificazione territoriale e verde pubblico, appalti pubblici, coinvolgimento dei cittadini, informazione e comunicazione e rifiuti);

Considerato che:

  • i rapporti scientifici dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), della Lancet Commission, della Carta di Roma dell’Istituto Superiore della Sanità e dell’Associazione Medici per l’Ambiente (ISDE) hanno evidenziato come i cambiamenti climatici causano effetti negativi irreversibili sulla salute, a detrimento della qualità della vita in particolare per le giovani generazioni;
  • al fine del raggiungimento degli obiettivi dell’Accordo di Parigi occorre orientare le attività umane verso nuovi livelli di sostenibilità ambientale e sociale, basati su una completa decarbonizzazione delle fonti di energia a favore di quelle rinnovabili, il risparmio energetico in ogni settore, un’innovazione tecnologica al servizio della collettività e un uso responsabile delle risorse naturali;

Si impegna il Sindaco e la Giunta a:

I. Dichiarare simbolicamente lo stato di Emergenza Climatica e Ambiemale.

  1. Riconoscere alla lotta ai cambiamenti climatici un ruolo prioritario nell’agenda dell’Amministrazione comunale, attenendosi alle direttive dell’Accordo di Parigi con particolare riguardo agli investimenti volti a ridurre le emissioni di gas serra.

3, intraprendere un dialogo istituzionale con gli enti governativi regionali e nazionali, affinché si dia concreta attuazione a provvedimenti volti alla lotta contro i cambiamenti climatici e alla riduzione delle emissioni di gas serra.

4 provvedere ad informare, educare ed orientare i cittadini verso modelli di consumo sostenibili, riducendo i consumi energetici, i rifiuti, gli sprechi alimentari, dell’acqua e il consumo della plastica.

5 ridurre considerevolmente le emissioni di gas serra del territorio cittadino entro il 2030, accelerando parallelamente le strategie di adattamento e resilienza nei confronti degli effetti dei cambiamenti climatici.

6 Intraprednere politiche volte all’abbattimento delle emissioni inquinanti sul territorio con particolare attenzione alla questioni del traffico, della viabilità e del porto.

7 Invitare il Governo italiano a riformulare tutti i propri programmi di politica energetica e ambientale in funzione della prioritaria tutela del diritto umano al clima.

Francesco Rubini Filogna,capogruppo Altra Idea di Città

Nuova banchina crociere al molo Clementino: le ragioni del nostro NO

Riportiamo il documento condiviso dalle organizzazioni territoriali in cui vengono spiegate le ragioni del NO al progetto della nuova banchina per crociere al molo Clementino, nel porto antico:

Documento condiviso banchina crociere

Hanno aderito a questo documento:

  • Altra Idea di Città
  • APS Portonovo per Tutti
  • Italia Nostra
  • Legambiente
  • Cittadini in Comune/Falconara Bene Comune
  • Siamo Falconara – Sinistra in Comune.
  • Ondaverde Onlus Falconara
  • Potere al Popolo
  • Forum paesaggio Marche
  • Falkatraz laboratorio dell’autogestione
  • Spazio Comune Heval
  • Partito Comunista Italiano