Diario di un’artista in quarantena 3 – FASE 2: LA RIPARTENZA. IL TEATRO ANTE COVID 19.

Si riparte. per oggi, non voglio analizzare le regole, le contraddizioni, le assurdità di questa ripartenza. Giusta o no, ormai, anche magari solo inconsciamente e se non osiamo affermarlo, ci speriamo che il mondo post covid19 sarà diverso… in tutti i settori. Ad esempio il lavoro. Oggi vorrei parlare di cultura. Hanno cominciato dalle librerie. In questo periodo, della fase 1, ha vinto il mondo on line che per me è sostanzialmente immorale, e grazie al quale presto le librerie chiuderanno. Eh, dice, voi mette? Stai bello bello a casa , sul divano e t’arriva il libro che hai scelto. A parte che tra un po’ ce morimo su sto divano… No. Vuoi mettere invece entrare in una libreria e non sapere nemmeno che libro comprerai, immersa in quell’odore nuovo di carta stampata… il libro non si sceglie, il libro ti sceglie, ti colpisce un titolo, un’immagine…entri nel mondo delle parole, dei sogni, dei desideri, dei dolori. On line… un cazzo. Ma oggi vorrei parlare di ciò che mi appartiene, il teatro, che oggi non c’è più, nella fase 1, non c’è quello istituzionale, quello ricco, figuriamoci quello povero, quello indipendente. Eh… dice, ma fanno i video! A parte che non je la faccio più co sti video, ormai li fanno tutti! Se non fai un video non sei nessuno. Ma lo spettacolo dal vivo è insostituibile, è unico, è sempre diverso e non c’è video che te lo restituisce, non è retorica è un fatto. Vorrei parlare del teatro indipendente ante covid 19, quello senza fondi, quello che non vuoi chiedere soldi a chi hai visto come funziona e non ti piace. Così entri nella landa desolata del non c’è. Non c’è una sala prova gratis, non c’è neanche a prezzi popolari, uno spazio qualunque da gestire anche con altri difficile, anni fa forse qualcosa, ora sempre di più c’è il monopolio della Santa Istituzione che protegge i famosi e chi ha deciso che dovrà diventarlo. Non c’è un bando, un’opportunità… Eh, dice, ma se sei bravo sfondi lo stesso! Ma se io non volessi sfondare? Se non m’interessasse il successo? Se io volessi vivere di questo lavoro e col mio lavoro parlare alla gente , esprimere il mio pensiero, la mia arte? Eh vabbè, dice, allora sei un amatoriale, lo fai per hobby! No, non sono un amatoriale, ho studiato anni, ho fatto scuole con tanti maestri, speso soldi, tante esperienze, sono un artista che ha urgenza di esprimersi, io lavoro come un professionista …ma senza soldi… in Italia. Eh, dice allora fai qualche performance! Beh? che c’hai contro le performance? E’ il nuovo modo di fare teatro fuori dagli schemi tradizionali! Si, a parte che ormai è vecchia come il cucco come idea. Ma che c’entra? Se uno può lavorare in un teatro, uno spazio decente, dove far venire tante persone, se vuoi sta performance la fai lo stesso, ma fai anche tutto il resto, teatro! Invece ora non ci sono alternative, ora fai il monologo, perché hai meno spese. al massimo sei in due. uno recita e uno fa audio luci…il minimo sindacale e pensi pure come puoi recitare e mettere le luci e la musica contemporaneamente da sola e… si può fare! Tutto si può fare. Io se voglio ti faccio il teatro d’appartamento, massimo 25 persone e l’ho fatto, é il teatro clandestino , quello che se non te piaciuto fatte i cazzi tui, ma se t’é piaciuto fatteli lo stesso! Se vuoi ti faccio il teatro per due, il teatro per coppia, il teatro solo per uno, per te solo…. in macchina 50 e a casa 100, il teatro in camera!…in ascensore, in salotto, in cucina, al cesso! Ti faccio una cagata nel cesso! Va bene? Il teatro al ristorante, cena con delitto, al buio, il teatro sensoriale, tattile, senza scenografia , senza luci, senza musica, senza testo, senza parole , senza corpi, senza attori senza niente, il nulla! Senti vaffanculo fattelo te sto spettacolo de merda! No dico se io volessi lavorare con 10, 20 attori? Dove li metto? Eh! dice, vai per la strada! Magari!!! Eh ma no, per strada no , ce vo’ el permesso. Va bene dammi il permesso. Eh no, dice, c’è il problema della sicurezza, occupamento di suolo pubblico, ecc, non te lo posso dà pe questo, questo e quest’altro motivo. E poi c’è la Siae. Non la voi pagà la Siae? Ma non c’è niente di registrato il testo è mio. Eh, dice, ma c’hai le musiche. Ma sono di un morto, di Beethoven! Chi è sto Beethoven? Semo sicuri che è morto? Niente, senza soldi non fai niente, o meglio potresti fare qualcosa….una performance. In un supermercato, al tempo del covid19 …spacca! Anche questa comunque già stata fatta e comunque anche no, insomma voglio farlo in modo dignitoso, cazzo è arte, è un lavoro! Eh, dice, ma voi sempre aiuti, i soldi! I soldi? Seee una volta! Adesso mi basterebbe non avere ostacoli! Non mi dai un cazzo ? va bene, ma almeno non rompermi i coglioni! E poi i soldi. Fai uno spettacolo, che già se arrivi a farlo sei un eroe , perché le prove non te le paga nessuno, lo fai non so come , non so dove e poi ti dicono: Eh! ma il biglietto 10 euro? No, dai fai 8, 7, 5! Oppure ti danno il 70% di … niente e la gente la porti te, la promozione la fai te, la Siae la paghi te, l’agibilità la paghi te. E tu fai un rapido consulto con uno, massimo 2 malcapitati con cui hai fatto lo spettacolo e vorresti dirgli ma vaffanculo, ma fattelo te lo spettacolo e invece…c’è il ricatto morale, perché lo sanno che gli attori lo vogliono fare e accettano tutto…. davvero delle puttane.

Ecco, questo era il teatro prima, ante covid 19. Ma adesso con la ripartenza cambierà tutto. Ormai il mondo partirà con basi nuove, con un progetto nuovo. Ormai lo avranno capito che la cultura, specie quella dal basso è importante . Senza cultura un popolo… non esiste.

Dedicato a tutti i miei amici attori, registi, drammaturghi, musicisti, cantanti, danzatori, coreografi, scenografi, costumisti, tecnici, artisti di strada e giocolieri…..tutti, in particolare quelli indipendenti.

Tiziana Marsili Tosto

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