Medioevo 4.0: il sodalizio tra estrema destra e ultracattolici all’attacco dei diritti delle donne.

ALTRA IDEA DI CITTA’: Depositata mozione per il pieno rispetto della legge 194.

Prima Verona, poi Ferrara e il prossimo lunedì toccherà a Roma. Il diritto alla maternità consapevole e all’interruzione volontaria di gravidanza (IVG) viene messo in discussione, a livello comunale, con una serie di mozioni molto simili tra loro, presentate da Lega e Fratelli d’Italia.
Lo scorso 4 ottobre è stata approvata dal consiglio comunale di Verona la mozione n° 434, presentata dal consigliere Leghista Alberto Zelger , che celandosi dietro il sostegno alla cultura di accoglienza della vita, di fatto, ha manifestamente inferto un duro attacco alla legge 194 e ha disposto un congruo finanziamento pubblico alle associazioni prolife (molte a scopo di lucro) per la realizzazione di progetti a sostegno della maternita, che spesso si traducono in colloqui dove le donne, che hanno scelto di interronpere la gravidanza vengono sottoposte a pressioni psicologiche e colpevolizzazioni, tutto questo all’interno dei servizi consulturiali, che invece di essere potenziati hanno subito negli anni azzeramento di risorse economiche e professionali con il conseguente svuotamento dalle loro funzioni primarie, tra cui quella di prevenzione dell’IVG.
Non mancano in queste mozioni il solito armamentario, quello che mette insieme argomenti disparati, per lo più truci e vagamente terroristici nel tentativo di demonizzare la legge e neanche troppo implicitamente le donne che ad essa fanno ricorso.
Queste mozioni rappresentano una rivoltante sintesi di infondatezza statistica e di negazione dei diritti. La mistificazione dei dati e dei principi della legge 194, esprime quanto il sodalizio tra l’estrema destra ( non è da dimenticare il saluto romano del consigliere veronese in sede di consiglio comunale nei confronti delle attiviste di Non Una di Meno) e l’integralismo cattolico si fondi sullo smantellamento dei diritti civili e sull’opposizione dell’autodeterminazione delle donne.
Anche il Consiglio comunale di Ancona deve discutere di temi d’importanza fondamentale come quello della piena attuazione della legge 194, già resa inoperante a causa dell’obiezione di coscienza e dall’inadempienze delle amministrazioni sanitarie, ora attaccata e strumentalizzata politicamente anche all’interno dei consigli comunali per finanziare strutture e associazioni private anti-abortiste, per consolidare la loro presenza e il loro impatto sul territorio. Erano i primi anni ’70 quando le donne iniziarono la lotta per la legalizzazione dell’aborto, erano in centinaia di migliaia quelle costrette a sottoporsi all’aborto clandestino, con rischi incalcolabili per la propria vita e la propria salute; come altra idea di Città siamo dunque impegnati e ci batteremo per sostenere la validità della legge 194, per la tutela della salute della donna e della libertà di scegliere una maternità consapevole.
Per questo abbiamo depositato una mozione per esprimere la nostra più ferma condanna dei gravi fatti avvenuti a Verona e nel resto d’Italia e per chiedere la piena applicazione della Legge 194.

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