Nuovo DPCM e crisi sanitaria, AIC: “Patrimoniale, reddito e sanità pubblica!”

Ad otto mesi dall’inizio della pandemia di Covid in Italia, arrivata la seconda ed annunciata ondata, sembra di rivivere un film già visto e tragicamente conosciuto.Questa volta però non è più il tempo delle canzoni dai balconi, degli inviti alla concordia nazionale, dell’andrà tutto bene: il paese soffre, ha paura e chiede risposte chiare.Innanzitutto sul fronte sanitario: mancano medici e infermieri per supportare i necessari posti di terapia intensiva e i ricoveri, la medicina territoriale è ancora carente, i medici di base chiedono strumenti e dispositivi di protezione, i tamponi sono pochi e costosi, il tracciamento non funziona e con lui l’app immuni, non esistono strutture dedicate per la quarantena.Su tutto questo, il governo e le regioni hanno avuto mesi e mesi per programmare e spendere e, ad oggi, non hanno più scuse per non invertire la rotta prima che sia troppo tardi.E poi l’aspetto economico e sociale apre scenari drammatici per milioni di italiani anche sul fronte delle problematiche legate alla tenuta psichica e redazionale; senza dimenticare poi scuole e università dove si torna alla didattica a distanza solo perché il Ministero dei trasporti e le Regioni non hanno provveduto a potenziare il trasporto pubblico, sacrificando l’educazione e i diritti gli studenti.È dunque il tempo del coraggio e proprio per questo chiediamo provvedimenti all’altezza della situazione a partire dall’introduzione di una patrimoniale straordinaria sulle grandi ricchezze per finanziare reddito di base e categorie produttive in difficoltà.Perché, se è vero che servono ingenti risorse per impedire il tracollo dell’economia interna e sostenere il sistema sanitario pubblico, è altrettanto vero che i soldi ci sono e vanno presi da chi ha grandi capitali e in questi anni ha aumentato la propria ricchezza senza sosta.Altro tema fondamentale è quello del recovery fund che dovrà essere impiegato a favore di un nuovo modello di sviluppo sostenibile indirizzato a cancellare le diseguaglianze e redistribuire reddito e ricchezza.Il tempo delle parole è abbondantemente finito e occorre una grande mobilitazione nazionale attorno a questi temi per costringere il governo a fare ciò che serve ed impedire alla peggiore destra reazionaria e retrograda di cavalcare il malcontento per affermare una società fondata su egoismo e intolleranza.Altra idea di città

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