ASSEMBLEA ALTRA IDEA DI CITTA’, oltre 100 presenti

ASSEMBLEA ALTRA IDEA DI CITTA’, oltre 100 presenti

ORDINE DEL GIORNO CONCLUSIVO APPROVATO ALL’UNANIMITÀ

“Avanti con il percorso autonomo, incompatibilità con le destre e nessuna indicazione di voto.”

1) Altra Idea di Città è un movimento di aggregazione POLITICA e CIVICA DELLA SINISTRA che ha visto l’impegno comune di persone dalla provenienza diversa, molti al primo percorso politico DI MILITANZA ATTIVA, SOCIALE ed elettorale ed altri disposti a mettere a disposizione la propria esperienza.
La campagna elettorale è stata svolta da tutti con grande energia e generosità, con chiarezza di contenuti e modalità e con mezzi limitati.
Malgrado questo la presenza della lista in città è stata costante e significativa raccogliendo attestati di stima e interesse.
Il risultato elettorale, tra i migliori in Italia nell’ambito delle esperienze simili alla nostra, può costituire il punto di partenza per il nuovo percorso che abbiamo intrapreso e vogliamo continuare; del resto i risultati conseguiti da esperienze similari partite molti anni prima, come quella di Falconara, ci incoraggia ulteriormente nel continuare il nostro cammino.
Non possiamo dunque che partire con il ringraziare tutti coloro i quali hanno deciso di sostenerci, dentro e fuori la cabina elettorale.

2) In relazione al ballottaggio di domenica 24 giugno, Altra Idea di Città:

A. Sulla base dei propri valori fondanti quali antirazzismo, antifascismo, integrazione sociale e culturale, conferma la propria incompatibilità con le forze regressive alleate nella coalizione di centro-destra;
B. Non pronuncia alcuna indicazione di voto esprimendo la massima fiducia riguardo al comportamento dei propri aderenti, sostenitori ed elettori, i quali saranno in grado di valutare se e in che misura la candidatura del centrosinistra sarà in grado di garantire, anche nel metodo, la realizzazione del programma innovativo e dei punti essenziali di esso, che Altra Idea di Città ha proposto alla cittadinanza;

3) Altra Idea di Città, confermando, come già esplicitato sin dall’inizio, di non voler essere unicamente un’esperienza limitata al solo momento elettorale, intende continuare il proprio percorso strutturandosi; a tale scopo è già convocata per metà settembre 2018 un’assemblea fondativa del movimento le cui modalità e natura saranno oggetto di consultazione tra gli aderenti; questa fase sarà preceduta da un specifico percorso formativo e da una giornata di festa cittadina da tenersi a fine agosto.
Il movimento si impegna inoltre nel proseguire il rapporto di collaborazione e contaminazione instaurato con le altre liste di cittadinanza presenti nel paese e con le esperienze politiche che si muovono nel solco dei nostri valori di riferimento, con la consapevolezza che occorra lavorare contestualmente localmente e “globalmente”.

Ancona, 15/06/2018

L’Assemblea Altra Idea di Città.

Risultati elezioni comunali, Altra Idea di Città:”Punto di partenza, convocata assemblea per venerdì”

Altra Idea di Città e Francesco Rubini ringraziano gli elettori che hanno scelto di sostenere il progetto innovativo che ha ispirato e ispira la lista e la candidatura a sindaco.

Esprimono preoccupazione per l’ulteriore calo della partecipazione popolare alla consultazione democratica.

Confermano la propria incompatibilità rispetto alle posizioni regressive delle forze del cosiddetto centrodestra.

Come i cittadini sanno Altra Idea di Città assume le proprie decisioni tramite la libera discussione e la decisione democratica in sede assembleare; a questo scopo l’assemblea del movimento è convocata per venerdì 15 giugno alle ore 18:00 presso la sala ANPI di Via Palestro.

Invitiamo coloro che condividono i valori espressi nell’appello da cui ha avuto origine il nostro impegno elettorale ad aderire e partecipare all’assemblea.

Il risultato conseguito è un punto di partenza importante per un movimento che intende strutturarsi e continuare a lavorare per un’altra idea di città.

 

Francesco Rubini

I portavoce del movimento.

NO SMOG e non solo!

Abbiamo improvvisato un flash mob NO SMOG che si è snodato dal Passetto al Porto (https://altraideadicitta.it/nosmog-flashmob-di-altra-idea-di-citta-ancona-video/) per sottolineare la centralità del tema nel programma della lista Altra Idea di Città. Già nel 2011 Ancona risultava una delle città più inquinate d’Italia: le tre centraline adibite alla rilevazione delle polveri sottili PM10 e PM2,5 che stavano rispettivamente al porto, Torrette, e via Bocconi, avevano segnalato più volte il superamento dei limiti previsti dalla normativa italiana e da quella europea. Le cosiddette polveri sottili altro non sono che l’insieme di particelle sospese nell’aria che respiriamo costituite da inquinanti solidi o liquidi, silice, metalli, e composti di carbonio, che hanno dimensioni di soli 10 micron o addirittura appena 2,5 micron. Per dare un’ idea, un globulo rosso umano ha un diametro di 8 micron, questo rende le polveri sottili assolutamente insidiose e un killer silenzioso responsabile di numerose malattie cardiopolmonari, e bronchiali (asma). La giunta  Mancinelli ha fatto eliminare le tre stazioni di rilevamento menzionate! L’Arpam, l’agenzia regionale che controlla la qualità dell’aria su tutte le Marche, mantiene a Cittadella una stazione di rilevamento, che però controlla la concentrazione di ozono nell’aria che respiriamo, anch’esso particolarmente nocivo a livello bronchiale, ma non le polveri sottili. I dati hanno evidenziato sforamenti dei limiti consentiti per ben 25 giorni durante il 2017. La giunta Mancinelli è colpevole di non aver mai pensato ad una reale politica orientata a forme alternative di mobilità cittadina (metropolitana di superficie, estese aree ZTL, piste ciclabili, trasporto pubblico elettrificato) anzi ha fatto il contrario. Rimane da affrontare la questione dell’elettrificazione delle banchine portuali che permettere alle navi che stazionano al porto, di alimentarsi a motori spenti.

Ma lo smog è solo la punta di un iceberg…l’inquinamento di terra aria e acqua e cibo,  il riscaldamento globale impongono una valutazione più complessiva…di modello di sviluppo. Si leggono cose terribili sullo stato di salute del pianeta e dunque sullo stato della nostra salute. C’è un legame fra alcune malattie e ciò che respiriamo e mangiamo e la nostra qualità della vita. C’è bisogno di riprendere su questo fronte conoscenze autonome e c’è bisogno che comitati di cittadini si mobilitino perché non ce la raccontano giusta..basta pensare a ciò che è successo  di recente alla raffineria API di Falconara con le esalazioni nocive dovute alla fuoriuscita di benzene da un serbatoio che ha reso l’aria irrespirabile per molti giorni …le autorità locali e la dirigenza dell’Api hanno cercato di nascondere la pericolosità dell’incidente.

I governi fanno le dichiarazioni, si celebrano le giornate mondiali dell’ambiente e quella della terra…Si fanno le conferenze come quella di Parigi, dichiarazioni di buona volontà e di amore per l’ambiente… profusione di ipocrisia! Non è così! Le politiche che inquinano il mondo sono da troppo tempo sempre le stesse…Si confermano politiche energetiche basate sui carboni fossili, petrolio e gas…ce lo dice il recente via libera alle Trivelle e alla costruzione di nuove piattaforme per la ricerca di idrocarburi nel mare Adriatico… useranno tecniche micidiali per la nostra fauna marina aumenteranno le bollette e quel gas sarà destinato al nord Europa. Le royalties in Italia sono molto basse e in alcuni casi le aziende petrolifere sono addirittura esenti dal pagamento di royalties. Completamente gratis sono le produzioni in regime di permesso di ricerca, e sono molto bassi i canoni per la ricerca ed estrazione. Inoltre, le royalties che le imprese pagano alle Regioni possono essere dedotte dalle tasse pagate allo Stato. Voi questa come la chiamate se non un regalo alle multinazionali del petrolio, un invito ad inquinare!!!  E poi c’è l’attività più inquinante di tutti che è la guerra…abbiamo armi inquinanti sul nostro territorio, bombe nucleari (USA) destinati a distruggere tutto… e allora? Le multinazionali sono affannate a sfruttare le risorse forestali, alimentari, minerarie, energetiche, affannati nelle guerre. Dobbiamo mobilitarci ad esempio contro pericolosi accordi commerciali semisegreti come il CETA (fra Unione europea e Canada) che introdurranno anche sul mercato italiano normative e prodotti che indeboliranno i servizi pubblici, la sovranità alimentare, la salvaguardia dell’ambiente e le condizioni di lavoro concedendo alle multinazionali un potere sopra i governi nazionali. Ecco dunque che per essere forte e coerente il nostro impegno per Ancona deve saper mettere in relazione quello che succede in Italia in Europa e a livello globale…e quando la nostra protesta contro le Trivelle o contro l’industria degli armamenti incontra l’ostilità di chi ci dice “e..ma quelli sono posti di lavoro” rispondiamo che è falso… Basta mettere in contrapposizione lavoro e salute! Quale lavoro’ Quello di chi  muore sul posto di lavoro perché ha respirato amianto o perché hanno tagliano i costi della sicurezza ? … il vero sviluppo è quello che guarda all’ambiente e alla salute e alla vivibilità dei luoghi.

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Le proposte di AIC muovono sostanzialmente su 4 assi: 1) mobilità sostenibile un’altra mobilità possibile che privilegia il ferro e il trasporto pubblico e disincentivando l’uso dell’auto 2) consumo di suolo zero e anzi recupero di suolo e sostegno all’agricoltura biologica e manutenzione idrogeologica del territorio 3) cura dei parchi e della costa e tutela della biodiversità 4) rimodulazione della gestione dei rifiuti.

Sui rifiuti c’è un mare di lavoro da fare ..che coinvolge anche i nostri comportamenti…anche noi dobbiamo liberarci dal dogma del consumismo…dell’usa e getta dell’abbondanza e dell’acquisto indotto e perseguire comportamenti coerenti in linea con una corretta raccolta differenziata, con il riciclo, il riuso ed l’economia circolare.

Azioni coraggiose che vanno in contro tendenza perché vanno contro gli interessi dei potenti, ma che assicurano sviluppo e compatibilità ambientale,  lavoro buono e redistribuzione delle risorse, servizi e solidarietà.

Raimondo Barrile detto Oskar e Loretta Boni

Candidati al Consiglio Comunale di Ancona per Altra Idea di Città con Francesco Rubini sindaco.

Nota di AIDC su questione Ospedale dei bambini “Salesi”

AIDC nella nota odierna esprime la sua ferrea volontà di battersi per risolvere al più presto la drammatica situazione dell’ Ospedale Salesi. E’ risaputo, infatti, che il noto Ospedale dei bambini non sia più adeguato nell’attuale sede viste le gravissime lacune sia dal punto di vista della sicurezza sia come adeguatezza degli spazi (l’esempio lampante è legato ai molti piccoli pazienti di oncoematologia costretti a far la spola con Torrette per l’assenza di alcuni servizi). Un tema per noi di primaria importanza visto che, solo, nel 2013 la Regione Marche decise di riprendere in mano la questione. E’ necessaria un’immediata inversione di tendenza in questo senso per arginare i fortissimi rischi a cui i bambini sono sottoposti, quali la presenza di amianto nelle basi della struttura attuale. Esiste ad oggi un progetto che vede il Salesi situato a Torrette, accanto all’Ospedale Regionale, ma in palazzina indipendente nuova. Perché non dar seguito alla proposta e attivarsi sin da subito per lo spostamento? Perché continuare a dar voce ad alcuni interessi particolari senza verificare l’effettivo stato dell’attuale Salesi? Sappiamo che è volontà dell’attuale sindaco Mancinelli, la stessa che spalleggiata da Ceriscioli della Regione bocciò lo spostamento del Salesi, non modificare l’ubicazione dell’Ospedale dei bambini ma solo intervenire con piccoli aggiustamenti. AIDC si opporrà fermamente a questa cosa ponendo la salute dei più piccoli davanti a qualsiasi questione che emergerà.

Ufficio Stampa Altra Idea di Città.

Il Welfare e la città

Un contributo per Altra Idea di Città.

Molte sono le possibili scelte di una città che hanno a che fare con la qualità della vita dei residenti. Al comune spettano le politiche che riguardano i servizi sociali alla persona nel proprio territorio, organizzati nell’Ambito Sociale di riferimento. Innanzitutto le decisioni che riguardano i servizi per l’infanzia, soprattutto nella fascia 0-3: poter disporre di un servizio per i figli è spesso decisivo per conciliare il tempo di vita con il tempo di lavoro, soprattutto per le mamme. Altre scelte che riguardano il ‘welfare scolastico’ si possono rivelare importanti (interventi economici  per consentire  il ‘tempo pieno’ nelle scuole primarie e secondarie di primo livello, assistenza per l’integrazione scolastica dei bambini disabili, trasporto degli allievi da casa a scuola, organizzazione delle mense scolastiche) . Di grande importanza sono poi le politiche che riguardano i servizi per soggetti fragili, con disabilità o addirittura non autosufficienti: assistenza domiciliare, centri diurni, centri residenziali, rappresentano altrettante modalità di ‘welfare locale’, da organizzare tenendo presente quanto offerto dal Servizio Sanitario Locale. Tali misure sono spesso decisive per il cosiddetto ‘welfare famigliare’ e per non ‘intrappolare’ i soggetti femminili del nucleo famigliare nelle continue e pesanti attività di assistenza.   Esistono poi interventi volti a contrastare le mille forme che la povertà assume nella società odierna: tariffe agevolate per i servizi essenziali (acqua, luce, gas),  sostegno per il pagamento degli affitti, sussidi a famiglie numerose, politiche di accoglienza e integrazione degli immigrati in difficoltà, politiche volte a fornire alloggi a prezzi accessibili tramite l’edilizia pubblica, convenzionata , anche con le formule del cohousing, ricoveri per i senza fissa dimora, mense per i poveri (magari in convenzione con organizzazioni di volontariato). Rientrano infine in un quadro di welfare locale anche le scelte in tema di trasporto locale urbano ed extraurbano (dalle fasce orarie al prezzo per l’accesso, alle tariffe agevolate). Essendo infine il sindaco responsabile della salute dei propri cittadini, devono essere costantemente monitorati da un lato l’operare delle strutture ospedaliere ed extraospedaliere del Servizio Sanitario Nazionale, così come, dall’altro, l’inquinamento dell’aria causato dal traffico urbano, su gomma e dalle attività industriali soprattutto dell’area portuale.

 

Prof. Ugo Ascoli, sociologo, ex assessore regionale, docente universitario.

PRIORITA’ LAVORO DIGNOTOSO E SICURO

Il primo punto del programma di AIC è il lavoro. Dunque il lavoro come priorità. Indagare sulle  condizioni di lavoro e non lavoro è una vera discesa agli inferi: lavoro povero, gratuito, assenza di tutele, disoccupazione, precariato sono fenomeni che si abbattono su tutti i territori e su più di una generazione. Le nostre proposte partono innanzitutto dalla critica  (rifiuto) alle politiche messe in atto dai governi di centrodestra e centrosinistra; “aiuti alle imprese” e jobs act non sono serviti a far crescere la buona occupazione o a farci uscire dalla crisi.  Le Marche soffrono di una crisi occupazionale grave, il tasso di disoccupazione cresce in controtendenza con il dato nazionale. Ad Ancona troviamo tutte le situazioni di cui soffre il modo del lavoro in tutti i comparti con situazioni pesanti di assenza di sicurezza e di illegalità. La giunta Mancinelli ha sottoscritto diversi protocolli di legalità con le organizzazioni sindacali che sono rimasti lettera morta.  Alla Fincantieri ad esempio di certo sicurezza e legalità meritano un intervento forte, è importante per le imprese e per i lavoratori sapere da che parte stanno le istituzioni! E il settore pubblico ugualmente soffre la precarizzazione dell’organico e l’ esternalizzazioni dei pubblici servizi. Complice l’uso mediatico che stigmatizza i lavoratori del pubblico impiego come fannulloni o furbetti del cartellino. Proprio all’interno del Comune utilizzo dei voucher,  tagli occupazionali e cattivo rapporto con le rappresentanze di lavoratori sono la cifra della gestione del personale di cui la Mancinelli detiene la delega.  Obiettivo prioritario è dunque il recupero dei livelli occupazionali necessari a garantire i servizi.Servono assunzioni immediate, concorsi pubbliciper superare il gap tra pianta organica, di circa 1000 dipendenti e lavoratori effettivi, oggi meno di 750 dipendenti con una età media molto alta. Un gap certo conseguenza delle politiche di rigore di bilancio dei governi nazionali che noi contestiamo ma anche per le scelte negative dell’attuale amministrazione che con i riassetti interni ha peggiorato la situazione e compromesso il rapporto con le rappresentanze sindacali dei lavoratori. Le assunzioni sono necessarie soprattutto a garantire prioritariamente la manutenzione del patrimonio comunale edifici strade verde ecc, e servizi socio sanitari,servizi alla persona con particolare riguardo alle fasce più deboli della popolazione – anziani migranti. Le nuove assunzioni devono riportare la gestione diretta di tali servizi limitando per quanto possibile il ricorso agli appalti o altri tipi di esternalizzazioni rivelatisi inadeguate anche a causa di appalti formulati sempre con la logica del massimo ribasso (massimo sfruttamento del lavoro). Comunque un intervento di rispetto delle normative e dei contratti collettivi di lavoro deve essere anche preteso al momento del bando per impedire che i lavoratori delle imprese sociali o cooperative subiscano situazioni di sfruttamento e di ricatto. Al di là di ogni cosa di lavoro c’è bisogno. Il Comune può e deve mettere in campo politiche attive del lavoro a cominciare dall’aprire un vertenza con la regione MARCHE per l’utilizzo del Fondo sociale europeo per rilanciare la domanda pubblica per le tante e necessarie piccole e medie opere, per le manutenzioni ordinarie e straordinarie urbane e del verde pubblico, dei parchi, dei fiumi, così come nelle reti idriche e delle acque reflue, nel campo della raccolta, gestione e trattamento dei rifiuti differenziati, della pulizia e decoro degli ambienti urbani, così come nella gestione di servizi di interesse sociale ed assistenziale. Si può fare! II Comune può essere il soggetto promotore per progetti di lavoro di pubblica utilità destinatati  a disoccupati o  iscritti nelle liste di mobilità. Fra le politiche attive che proponiamo sono indicati poi servizi, facilitazioni fiscali e spazi (co-working), micro-credito e sostegno per  cooperative e imprese di giovani in agricoltura o nel commercio o artigianato che spesso si trovano di fronte ad ostacoli burocratici e lungaggini deprimenti.  Tutta un’altra idea di lavoro.

Francesco Rubini candidato sindaco AIC

Loretta Boni candidata consiglio comunale di Ancona AIC.

CACCIA AL TESORO: le bellezze e i tesori abbandonati di Ancona. Capitolo 5, parte prima.

Sbarrata da tre cancelli dieci anni fa nell’indifferenza generale
UCCISA DAL COMUNE, DIVENTA FANTASMA
NON SI DA’ PACE L’ANTICA VIA SOTTOMARE
Non più pedonabile e in pieno degrado quasi tutto
il significativo tratto medievale di 150 metri scampato
alle bombe che distrussero il centro storico di Ancona

di Giampaolo Milzi (candidato al Consiglio comunale di Ancona per Altra Idea di Città)

Blindata, sequestrata dal Comune. Ridotta ad un fantasma urbanistico. Pugnalata alle spalle, ferita in modo potenzialmente letale da voluminose inferriate che stracciano un importantissimo capitolo della memoria storica di quell’Ancona che da sempre ha vissuto e prosperato in simbiosi col suo porto. Ciò che si era salvato di via Sottomare, le cui origini si perdono in secoli lontanissimi, è da dieci anni sbarrato da tre cancelli. Il segmento di oltre 150 metri che ancora collega la Portella della Dogana – che dà accesso allo scalo marittimo, in piazza Santa Maria – al tratto iniziale di via della Loggia, non è più pedonabile. Uno scippo bello e buono, che la maggior parte dei cittadini ignora. Perpetrato dall’Amministrazione comunale. Conniventi, o nel migliore dei casi indifferenti, le istituzioni, compresa la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici delle Marche, ora riunita nella Soprintendenza unica delle Marche.
Un atto al limite del vandalico forte di una delibera adottata il 12 febbraio 2008 dalla Giunta comunale, allora guidata dal sindaco Fabio Sturani. Delibera poi attuata, il successivo 22 agosto, da una determinazione del dirigente dell’Ufficio Patrimonio e con la benedizione politica, appunto dell’assessore al Patrimonio, a quei tempi Roberto Stecconi. La motivazione? “Ragioni di sicurezza e igiene (certificate dall’Asur, ndr.) perché sia di giorno che di notte la via è covo di drogati e balordi, piena di siringhe ed escrementi”. Detto, scritto, fatto. I tecnici di Palazzo del Popolo, dopo un sopralluogo, affidano alla ditta Baldini l’incarico di piazzare i cancelli.
Domenica 20 maggio, il sottoscritto Giampaolo Milzi, nell’ambito di una visita guidata organizzata dalla lista Altra Idea di Città per Francesco Rubini, Sindaco per Ancona, per osservare lo stato di degrado in cui versano molte perle storico-architettoniche del rione porto-Guasco-San Pietro, ha ripetuto la perlustrazione che aveva già effettuato nel 2003 in via Sottomare in qualità di direttore responsabile del mensile free press Urlo. Una perlustrazione che certifica lo scempio di via Sottomare sia ancora in atto. Ci infiliamo nell’imbocco (in apparenza un’autorimessa, inglobato com’è nell’edificio Inail) a lato di Portella della Dogana. Più o meno trenta passi, ed ecco Il primo sbarramento. Sbirciando fra le strisce di ferro zincato, notiamo una ventina di metri più in là il secondo. Fra i due ostacoli insormontabili, una “terra di nessuno”, un nauseante quanto avvilente mix di pattume, sporcizia, erbacce. Non ci resta che tornare indietro. Percorriamo via della Loggia – via Sottomare le scorre parallelamente – e giungiamo all’altro accesso, in un piccolissimo slargo sul fianco del Palazzo RAI: bypassiamo la malandata struttura di un mega-ascensore, poi stop, non si passa, c’è il terzo cancello, ben serrato, sebbene più piccolo degli altri due. Via Sottomare off limits. Non c’è che dire, la ditta Baldini ha lavorato ad arte. Ripagata con 5.760 euro, di cui 3.860 prelevati dalle casse municipali e 1.900 erogati dalla Camera di Commercio, proprietaria della Loggia dei Mercanti. Soldi pubblici spesi per ragioni di sicurezza e igiene. Ma chi le ha poste, quelle ragioni? “All’inizio del 2008 ci fu una precisa richiesta per la chiusura della strada da parte del Tribunale amministrativo regionale (appena insediatosi in uno stabile tra via della Loggia e via Sottomare, ndr. Palazzo Benincasa) e della Camera di Commercio”, rispose nel 2013 l’Ufficio Stampa del Comune. Ma non finisce qui. Un anno e mezzo dopo lo sciagurato posizionamento dei cancelli, un colpo di scena amaramente paradossale. La Camera di Commercio e l’Ordine degli architetti della provincia di Ancona, rappresentati dai rispettivi presidenti Giampaolo Giampaoli e Sergio Roccheggiani, rendono noto di voler avviare un piano per la parziale ristrutturazione di via Sottomare (o vicolo Della Fonte). E firmano un protocollo d’intesa funzionale all’organizzazione di un concorso di idee che premi chi saprà elaborare una soluzione tecnica adeguata. “Sono appena 150 metri di vicolo, ma corrono lungo le vecchie mura cittadine (del porto, ndr.) prospicienti ad alcuni dei palazzi più belli di Ancona, come il Palazzo Benincasa e la Loggia dei Mercantii. Un vicolo carico di suggestioni e simbologie, che merita di essere ripensato e riqualificato – si legge in un comunicato stampa pubblicato allora dalla Camera di Commercio. – Il protocollo in questione, aperto alla partecipazione di altri enti locali interessati, è finalizzato alla collaborazione per la realizzazione di iniziative e progetti di riqualificazione dell’area di “cerniera” tra il porto e il centro storico della città, con particolare riguardo, appunto, alla via Sottomare (che potrebbe ospitare, ad esempio, mostre e botteghe d’artigianato artistico, ndr.)”. Nel 2013, l’ufficio stampa della Camera di Commercio ha fatto sapere che il piano si arenò in partenza, “per problemi di competenza, in quanto via Sottomare è di proprietà comunale”. Niente bando di concorso, quindi. Se ne deduce che quel “protocollo d’intesa” firmato nel gennaio 2010 non destò l’auspicato interesse di altri enti, a cominciare dal Comune, l’ente che del resto, nel 2008, la via l’aveva chiusa.
Tornando alla situazione attuale su campo, va segnalato un ulteriore paradosso, relativo al famigerato “movente” della blindatura della storica arteria stradale, ovvero le ragioni di sicurezza e igiene. In realtà, accendendo dal lato Portella della Dogana, il primo ostacolo a profilarsi è rappresentato dall’alta scala anti-incendio, a servizio della Loggia dei Mercanti, installata più o meno 30 anni fa dalla Camera di Commercio. Una scala metallica di tipo retrattile, proprio per tutelare – quando la Loggia non ospita eventi pubblici – la pedonabilità della via. Ma dal 2008, colpita e affondata la pedonabilità “grazie” ai cancelli, sono venute meno le esigenze di retraibilità, e la scala è rimasta sempre dispiegata. La scala lascia tuttavia libero uno spazio di selciato, quanto basta per poter raggiungere, poco oltre, superate un paio di auto in sosta, l’ingresso del ristorante “El Vigolo”, ultimo baluardo di vita civile. Con Franco Felcini, titolare dell’esercizio, nel 2003 ci guardammo attorno avviliti, da un lato la scala, dall’altro il primo dei cancelli. “E’ vero, questi cancelli li hanno messi per tenere lontani tossici e balordi. Ma non è servito a nulla, qui continua ad essere tutto molto sporco, le siringhe abbandonate ci sono ancora, anche questo tratto libero è ancora più degradato di prima”, dice il ristoratore. E i clienti della premiata e resistente ditta “El Vigolo” confermano.
Via Sottomare resta quindi un fantasma urbanistico. Lo è ancora di sicuro per l’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Valeria Mancinelli. E’ rimasta infatti chiusa in un cassetto la mozione approvata all’unanimità Il 3 luglio 2014 dal Consiglio comunale che “impegna sindaco e Giunta a rimuovere i cancelli che nel 2008 erano stati piazzati dall’Amministrazione municipale per ragioni di sicurezza e igiene”. Una blindatura tanto più contraddittorii, visto che la Giunta Mancinelli, da quando si è insediata cinque anni fa, ha sempre dichiarato di voler avviare il progetto “Waterfront”, volto a valorizzare il percorso storico-archittettonico portuale, inclusivo di via Sottomare. Per il “Waterfront”, purtroppo, siamo fermi ai ripetuti annunci. E la medievale via Sottomare è sempre ancora più sporca e degradata. Anche perché, proprio la sua chiusura, impedisce ad Anconambiente di attuare opere di pulizia.

Foto

1) Una veduta dall’alto (parte circoscritta in rosso) di Portella della Dogana, di fronte alla Chiesa di Santa Maria della Piazza, sul cui fianco sinistro si apre il tratto superstite di via Sottomare, parallelo a via della Loggia
2) L’ingresso non segnalato da targa stradale di via Siottomare lato Portella della Dogana

 

Il giornalista Giampaolo Milzi, direttore del free press Urlo – mensile di resistenza giovanile, indica auto e motoveicoli come primi ostacoli al residuo tratto pedonabile
Il primo cancello di sbarramento posto dal Comune
La scala antincendio retrattile posizionata dalla Camera di Commercio: dovrebbe essere aperta in tutta la sua volumetria e utilizzabile solo quando la Loggia dei Mercanti ospita eventi, invece lo è sempre
La scala antincendio retrattile posizionata dalla Camera di Commercio: dovrebbe essere aperta in tutta la sua volumetria e utilizzabile solo quando la Loggia dei Mercanti ospita eventi, invece lo è sempre
Il secondo cancello di sbarramento posto dal Comune, il degrado aumenta, oltre le sbarre inizia la “giungla urbana”
Immagine dell’antro, che si apre all’inizio di via della Loggia, contiguo al Palazzo RAI, col cancelletto posto dal Comune per chiudere anche questo ingresso via Sottomare
Ancora una immagine dell’antro, che si apre all’inizio di via della Loggia, contiguo al Palazzo RAI, col cancelletto posto dal Comune per chiudere anche questo ingresso via Sottomare
Ecco come si mostrava, prima del posizionamento dei cancelli, il lungo tratto di via Sottomare
Un’altra immagine scattata prima della chiusura della maggior parte della via

Resoconto della conferenza stampa del 31 Maggio di AIC

Giovedì 31 Maggio, alle 12.00 presso la nostra sede elettorale al civico 54 di Corso Mazzini, si è tenuta
un’importante conferenza stampa alla quale ha preso parte Vinicio Cerqueti, dirigente scolastico IIS Calzecchi Onesti.
Con lui la nostra candidata al Consiglio Comunale Katya Mastantuono e il candidato Sindaco Francesco Rubini. Si è parlato
di integrazione scolastica, uguaglianza e politiche a favore delle famiglie in ambito scolastico.

“Sono felice di appoggiare con il mio impegno politico e personale la lista Altra Idea di Città e il candidato Sindaco Francesco Rubini, in una fase storica in cui i valori della sinistra
sono completamente abbandonati – sono le parole di Vinicio Cerqueti –
Altra idea di Città è l’unica lista che ricalca quel patrimonio di idee,
valori, persone ed ha un ruolo importante anche nella discussione nazionale.
Il PD che fine ha fatto? Ha un segretario?

Da ex elettore mi sento abbandonato da anni e ritrovo in Altra Idea di città un movimento vivo e pieno di belle idee.

Noto un grande impegno della lista a favore dei giovani e come dirigente non posso che essere
al loro fianco per garantire supporto ed esperienza”

Ad entrare nello specifico dei programmi promossi da AIDC verso questa direzione Katya Mastantuono, candidata al consiglio comunale :
“Garantiamo grande impegno e attenzione sul bilancio per scuola ed educazione.
Sostenere coloro che versano in condizioni di disagio sarà una nostra prerogativa a cominciare dal garantire il servizio scuolabus
gratuito per i ragazzini delle frazioni dove non sono presenti istituti scolastici. Promuoveremo interventi a favore delle famiglie
e pieno sostegno al sistema formativo ed educativo. Raggiungeremo questi obiettivi attraverso due strade. La prima prevede l’aumento
di un euro nel costo dei permessi sosta per i residenti. La seconda, invece, riguarda il recupero di somme dal fondo di solidarietà
che aumenterà di 900.000 euro per il 2018”.

La chiusura è stata affidata al candidato Sindaco per AIDC Francesco Rubini: “Sono onorato del sostegno di Vinicio Cerqueti, uno dei primi
sottoscrittori dell’appello. Il suo è un impegno importante perchè, oltre alla sua grande esperienza, è anche dirigente di una scuola
di frontiera che ogni giorno combatte con i problemi di disagio ed emeraginazione. Tutto questo a conferma del grande impegno di AIDC a
favore di tematiche sensibili come l’uguaglianza, il welfare e la solidarietà”

Di seguito alcune foto della conferenza.

Ufficio Stampa Altra Idea di Città.

Sostegno alle rivendicazioni del Gulliver

Le rivendicazioni espresse oggi dall’associazione universitaria Gulliver riguardanti Ancona città universitaria sono fondate e pienamente condivisibili.
Come Altra Idea di Città, non solo le sosteniamo, ma riteniamo che siano doverose scelte e
politiche mirate in questo senso. Ancona città universitaria è e sarà sempre al centro del nostro programma, con l’obiettivo
di valorizzare al meglio i quasi 17 mila studenti presenti in città ormai da troppi anni trattati come zombie.
Occorrono spazi di aggregazione, creazione e rafforzamento di aule studio, un trasporto pubblico 24 ore su 24, servizi, agevolazioni fiscali ed economiche ed un impegno forte sul tema degli alloggi.
L’Università può e deve essere uno dei motori di rilancio di questa città, strumento di innovazione e progettazione, leva economica e sociale.
Il primo provvedimento che prenderemo una volta al governo della città sarà quello di istituire il consigliere comunale aggiunto degli studenti, importante veicolo di partecipazione e condivisione delle scelte da prendere di concerto con Università e Amministrazione Comunale.

Ufficio Stampa Altra Idea di Città