Altra Idea di Città per il Benessere dei Bambini e dei Ragazzi

ALTRA IDEA DI CITTÀ PER IL BENESSERE DEI BAMBINI E I RAGAZZI

INCONTRO IN PIAZZA ROMA CON PRESIDI, DOCENTI, GENITORI E PSICOLOGI

TESTIMONIANZE DEL COMITATO SCUOLE SICURE E DI MAMME ANTISPRECO

 

Giovedì 31 maggio, ore 18, in Piazza Roma, si svolge l’incontro aperto a tutti, con genitori, insegnanti, educatori, associazioni giovanili e comitati dei genitori, per realizzare “Un’Altra Idea di Città per il benessere dei bambini e dei ragazzi”. Coordina Lidia Mangani,dirigente scolastica e pedagogista. Partecipano Manuela Corvi (genitore), Valerio Cuccaroni (docente, rappresentate Comitato Mensa), Catia Mastantuono (dirigente scolastica), candidate e candidato nella lista “Altra Idea di Città”. Contributo tecnico dott.ssa Sara Reginella, psicologa. Presente anche Francesco Rubini Sindaco.

 

Tra le testimonianze raccolte da Altra Idea di Città, spiccano quella di una rappresentante dei Comitato Scuole Sicure, che si è adoperato per avere informazioni dal Comune sul rispetto delle norme antisismiche nelle scuole, senza ricevere risposta, e quella di due mamme che hanno ideato e coordinato il progetto “Io non spreco”, introducendo a scuola la food bag per portare a casa il cibo avanzato, senza sprecarlo. Questo progetto pilota, sperimentato con successo due anni fa, doveva essere esteso a tutte le classi e scuole di Ancona, mettendo in atto un modo pratico, partecipato e semplice di soddisfare un bisogno primario della comunità (non sprecare il cibo), indicato più volte come priorità all’Amministrazione comunale dai rappresentanti dei Comitati Mensa, anche stavolta invano.

In caso di pioggia, l’incontro si terrà nella sede elettorale di Altra Idea di Città in corso Mazzini 54.

 

AIC: “RIAPRIRE SUBITO LA MEDIEVALE VIA DELLA PESCHERIA!”

BLITZ DI ALTRA IDEA DI CITTA’ DAVANTI AL CANCELLO
CHE LA SBARRA IN VIA PADRE GUIDO E DISTRIBUZIONE
DI VOLANTINI TRA I PASSANTI DESCRITTIVI DEL SUO GRANDE
VALORE STORICO E DI COLLEGAMENTO PEDONALE
CON l’ANTICO QUARTIERE GUASCO SAN PIETRO

Ristrutturata con soldi pubblici, riaperta più o meno per quattro
anni, e richiusa. Stamattina, 25 maggio, il primo nucleo degli
Arditi Civili del Popolo, gruppetto particolarmente movimentista
della lista civica Altra Idea di Città, ha messo in gioco i propri
corpi mettendo il dito sulla “piaga” rappresentata dalla cronica chiusura delle medievale via Della Pescheria, nel centro storico di Ancona. Il candidato al Consiglio comunale per Altra Idea di Città, il giornalista Giampaolo Milzi, e i sostenitori della lista Luca Paciello, Luigi Federico D’Amico (redattore del free pres Urlo – mensile di resistenza giovanile) e Alessandra Milzi, alle
ore 11 hanno appoggiato un cartello sulla cancellata che dal
2006 sbarra l’ingresso della strada in via Padre Guido (traversa in fondo a corso Mazzini), ed hanno distribuito fino alle 12,30 volantini ai passanti descrittivi della vergognosa vicenda che la
riguarda (testi a cura di Giampaolo Milzi). Via della Pescheria, dopo essere stata ristrutturata e restaurata nel 2001 dal Comune contestualmente all’avviata operatività del cantiere che
l’anno seguente realizzò il contiguo Museo della Città (costo
complessivo 800 mila euro, di cui 100mila per la via), dopo solo
5 anni, nel 2006, fu chiusa dall’allora Amministrazione
comunale allora guidata dal sindaco Fabio Sturani, con il
posizionamento di un cancello anche sul lato in cui sbocca in
piazza del Plebiscito (Volto della Pescheria). Motivo? La strada
era frequentata di giorno e di notte da balordi e teppisti.
Altra Idea di Città, che candida a sindaco l’avvocato Francesco
Rubini in vista delle elezioni amministrative che si terranno ad Ancona il prossimo 10 giugno, ritiene quella scelta – perpetrata
dalle successive Amministrazioni comunali, compresa quella
attualmente retta dalla sindaca Valeria Mancinelli –
profondamente sbagliata. La strada fu infatti rimessa a nuovo,
con sostituzione della pavimentazione e costruzione di una bellissima fontana, per costituire un collegamento pedonale tra corso Mazzini e la storico rione Guasco-San Pietro, a beneficio di cittadini e turisti. Anziché predisporre controlli della polizia municipale e installare telecamere, l’Amministrazione comunale
Mancinelli ne ha avallato la chiusura, una lapidaria scorciatoia che demolisce qualsiasi concetto di buon senso e di tutela dei beni comuni.

Di fatto, dal 2006, la suggestiva via Della Pescheria è una via fantasma (come le vie Sottomare al porto e il vicolo della Storta che scende da piazza San Francesco a via Saffi, anch’esse medievali e sbarrate da cancelli) e di fatto viene aperta solo qualche volta l’anno per occasionali eventi
socio-ricreativi e culturali. Il programma politico di Altra Idea di Città, nel programmare la rinascita e rivitalizzazione dell’intero centro storico e l’avvio di una seria strategia turistica per Ancona, chiede l’immediata riapertura di via della Pescheria, location ottimale per un calendario di eventi artistici e culturali, e la predisposizione di controlli da parte delle forze dell’ordine per
garantirne la tranquilla praticabilità pedonale. Riapertura tanto più doverosa visto che recentemente il Comune ha inaugurato
la nuova ala del Museo della Città in via Buoncompagno.

Appoggio allo sciopero di venerdì 25 Maggio

Altra Idea di Città in tutte le proprie componenti,

comunica il suo più totale sostegno e appoggio allo sciopero indetto da CGIL, CISL e UIL per venerdì 25 Maggio
a tutela della sicurezza sul lavoro. Questo tema è un punto centralissimo del nostro programma e, come tale, non
possiamo sottovalutarne ogni iniziativa a riguardo. I numeri sono più che allarmanti e impongono una immediata
riflessione a partire dalla nostra città dove fenomeni gravi accadono quotidianamente, dalla cantieristica navale all’edilizia.
Riprendiamo le parole dei sindacati sostenendo che questa strage deve essere fermata, attraverso
un’azione forte da parte di tutti dalle imprese alle istituzioni. Chiediamo con forza e veemenza che si investa
seriamente in sicurezza, prevenzione, formazione, lavoro stabile e di qualità e condizioni di lavoro dignitose.
Cercheremo di collaborare in questo senso promuovendo assemblee ed incontri appoggiando, con anticipo, la grande
manifestazione che ci sarà nei prossimi mesi sul tema Sicurezza sul Lavoro.

Ufficio Stampa Altra Idea di Città.

ETV Marche – Confronto tra i Candidati Sindaco con Francesco Rubini [Video]

Le elezioni di Ancona sono su ÈTv Marche Canale 12 con l’atteso facciaafaccia tra gli “sfidanti”: Diomedi, Il nostro Francesco Rubini e Tombolini ospiti del noto conduttore Maurizio Socci nel Talk Show Punti di Vista, in onda tutti i venerdì alle h21:30 (anche sabato h 7 e h 23:30).

A confronto, con la possibilità di replica e contro-replica, sui temi quali Viabilità, decoro, sicurezza, alleanze. Questi alcuni dei temi su cui i candidati hanno avuto la possibilità di confrontarsi – Maurizio Socci.

Parte 1

Parte 2

Rubini (AIC): “L’Istituto Pergolesi sarebbe potuto diventare un AFAM”

Il 18 maggio sono stati stanziati nove milioni (sette agli Istituti musicali e due alle Accademie)
per le Istituzioni di Alta formazione artistica musicale e coreutica secondo l’apposito decreto firmato dalla ministra Valeria Fedeli.

Il Pergolesi avrebbe avuto tutte le carte in regola per attingere a tali fondi e confermarsi tra le eccellenze musicali di questo paese se non fosse stato chiuso follemente da questa Amministrazione Comunale. Dopo aver più volte in Consiglio Comunale ribadito la nostra contrarietà a tale provvedimento, abbiamo presentato volutamente
la nostra lista proprio davanti all’ex Istituto per ribadire con decisione lo sdegno per l’ingiustificata chiusura di una tale eccellenza”

Francesco Rubini Candidato Sindaco per AIC.

Un’Altra Idea di Cultura

PINACOTECA, MUSEO DEL MARE, SPAZI TEATRALI, FIERA DELL’EDITORIA

DAGLI OPERATORI E DAI CITTADINI PROVIENE UN’ALTRA IDEA DI CULTURA

 

Completamento della Pinacoteca, realizzazione del Museo del Mare, assegnazione di spazi teatrali e rigenerazione di edifici abbandonati per crearne di nuovi, ripresa e ampliamento della Fiera dell’Editoria: sono alcune delle richieste che il candidato al consiglio comunale Valerio Cuccaroni e il candidato sindaco Francesco Rubini hanno raccolto partecipando, domenica, alla conferenza “La lunga notte dei musei”, tenuta dall’ex direttore della Pinacoteca Michele Polverari e, lunedì, coordinando l’incontro “Un sistema aperto per la cultura” nella sede elettorale di corso Mazzini 54.

Affidando a una persona stimata e competente la direzione della Pinacoteca comunale, vacante dalla sua riapertura nel 2016, Altra Idea di Città renderà utilizzabili tutti i 3800 mq, non solo i 1350 attualmente impiegati, e riporterà l’ingresso della struttura su via Pizzecolli. Inoltre si adopererà per realizzare un programma di mostre, innanzitutto, sui grandi maestri che hanno lavorato ad Ancona, da Nicola di Maestro Antonio a Girolamo Siciolante da Sermoneta.

Per il Museo della Città completerà il percorso espositivo permanente con la storia della città dall’Unità d’Italia ai nostri giorni e programmerà una serie di mostre temporanee su rilevanti fenomeni sociali del Novecento, dai Caffè cittadini alla costruzione delle Navi da crociera.

In programma c’era già l’apertura al pubblico di Porta Pia, in abbandono da sette anni, destinandola ad attività che si coniughino con quelle della Mole Vanvitelliana.

Lunedì scorso Altra Idea di Città ha chiamato a raccolta gli operatori culturali e i cittadini interessati a discutere il programma. Dalla casa editrice Italic / Pequod, rappresentata da Michele Monina, Antonio Rizzo e Andrea Giove, è arrivato l’apprezzamento per la ripresa e l’ampliamento della Fiera dell’Editoria, già nel programma della lista, come buona pratica per avvicinare i libri ai cittadini, ed è stata rilevata la necessità di agevolare la concessione di spazi comunali per presentazioni di libri e incontri gli autori. Oltre a garantire ciò, Altra Idea di Città incentiverà la cooperazione fra le migliori case editrici locali, in connessione con le altre presenti in regione, le agenzie e il circuito della grande distribuzione.

Molto sentita dagli operatori del settore teatrale, come Loretta Antonella dell’ex compagnia Vicolo Corto, la chiusura del Teatrino della Mole. «Quando lamentai la perdita di quello spazio – denuncia Antonella – l’assessore Paolo Marasca mi rispose che gli spazi teatrali non mancano ad Ancona». Il Teatrino del Piano, però, come segnala la danzatrice Stefania Zepponi, non è utilizzabile, se non a prezzi proibitivi. «Manca – dice l’attore Mauro Mercatali – un teatrino da cento posti, come potrebbe essere l’Auditorium Polveriera». «Non c’è il riscaldamento, mi ha detto l’assessore, quando gli ho chiesto di usare l’Auditorium», fa però notare l’attrice Tiziana M. Tosto.

Dopo il fervore degli anni passati, anche grazie alla Scuola di Teatro dello Stabile, non sono nate nuove compagnie teatrali che tentano la strada della professionalizzazione e, quelle che si stanno facendo strada, non trovano ascolto né visibilità. Francesca Moretti, candidata al consiglio comunale di Altra Idea di Città, per anni impiegata nel mondo del teatro tra Polverigi e Ancona, propone di rigenerare a questo scopo gli edifici abbandonati.

«Manca una vita culturale che si senta nelle strade – nota Stefania Settimi -, mancano musicisti di strada, nelle piazze, iniziative dal basso». Questo alimenta l’incuria, perché «la bruttezza chiama degrado, solo la bellezza chiama bellezza», sottolinea Marina Turchetti dell’associazione Laboratorio culturale e promotrice del Museo del Mare, che Altra Idea di Città intende realizzare nell’area del Porto.

Altra Idea di Città intende puntare sul terzo settore, risorsa e nuovo modello di sviluppo non solo per Ancona ma per tutto il paese. Ma non dimentica la formazione di base, per cui creerà una biblioteca moderna con annessa mediateca e l’indispensabile emeroteca, ora assente, come denuncia il candidato al consiglio comunale Giampaolo Milzi.

Non bisogna dimenticare infine la situazione dell’Istituto Storia Marche e dell’Istituto Gramsci, da anni alla ricerca di una nuova disposizione, che potrebbe trovarsi in un unico edificio adibito a Museo della Resistenza.

Il programma completo di Altra Città di Città, migliorabile da tutti, è consultabile su www.altraideadicitta.it/programma

 

Ufficio Stampa

Altra Idea di Città.

 

Passeggiate, incontri e volantinaggio di Altra Idea di Città

INCONTRI SUI SERVIZI E URBANISTICA, PASSEGGIATE A PIEDI E IN BICI
NEI CIRCOLI E NEI QUARTIERI PROSEGUE LA CAMPAGNA DI ALTRA IDEA DI CITTÀ
BOOM DI PREFERENZE PER IL PERCORSO PROPOSTO DAL PORTO A PORTONOVO

PARTECIPA FRA GLI ALTRI IL PROF. MAURO GALLEGATI

Incontri sulla cultura, sui servizi e le aree d’ambito, l’urbanistica e lo sviluppo sostenibile, passeggiate ed escursioni a piedi e in bici, volantinaggi nei quartieri e nelle frazioni: prosegue a tambur battente la campagna di ascolto dei cittadini e degli operatori dei vari settori, a cura del candidato sindaco di Altra Idea di Città, Francesco Rubini, dei candidati al consiglio comunale e degli aderenti. Fra gli ospiti l’illustre professor Mauro Gallegati, docente di Economia all’Università Politecnica delle Marche, collaboratore del Premio Nobel Joseph Stiglitz. Sui social 230 mi piace, 43 condivisioni e diversi commenti per il post “Ancona come le 5 terre”, che illustra anche graficamente la proposta di creare un percorso dal Porto di Ancona alla baia di Portonovo, in riva e sulle colline.
Le iniziative riprendono oggi, lunedì 14 maggio, ore 18, nella sede elettorale di corso Mazzini 54, con l’incontro dal titolo “Un sistema aperto per la cultura”, rivolto a operatori, artisti e cittadini, con la partecipazione di Francesco Rubini e del candidato al consiglio comunale Valerio Cuccaroni.

Martedì 15, ore 18, nella sede elettorale di corso Mazzini 54, incontro informativo sul tema dei Servizi e Area d’ambito “Facciamoci un’idea” con un esperto, Francesco Rubini e la candidata al consiglio comunale Catia Mastantuono.
Mercoledì 16, ore 10, Incontro con i cittadini di Sappanico Candia Ghettarello Montesicuro per presentare lista e programma di Altra Idea di Città con le candidate al consiglio comunale Manuela Corvi, Marta Rossini e Barbara Paradiso. Presente anche Francesco Rubini. Alle ore 16.30, nella sede elettorale di corso Mazzini 54, “Il candidato sindaco incontra i cittadini” con le candidate al consiglio comunale Edelvais Cesaretti, Silvia Matricardi e Loretta Boni.
Giovedì 17 giornata di incontro e confronto con gli studenti universitari e delle scuole superiori, con volantinaggio a cura dei candidati al consiglio comunale ventenni Giovanni Belegni, Marta Rossini, Samuele Gherardi, Maria Victoria Kouame e Francesco Rubini.

Alle ore 18, all’Informagiovani in Piazza Roma, Francesco Rubini partecipa al Confronto tra candidati sindaco organizzato dal Circolo Lombardi: Rubini interverrà alle ore 18.30.
Venerdì 18, ore 17.30, all’Aula del Mare, in Largo Molo S. Maria (Porto di Ancona), “Un’altra idea di urbanistica: dalla quantità alla qualità, dalla rendita passiva allo sviluppo sostenibile”: incontro con associazioni di categoria, sindacati e organizzazioni cittadine. Introduce il candidato al consiglio comunale Riccardo Picciafuoco, interviene il Prof. Mauro Gallegati. Modera: Stefano Crispiani. Conclusioni di Francesco Rubini.
Sabato 19, ore 10, incontro con i cittadini di Sappanico Candia Ghettarello Montesicuro per presentare lista e programma di Altra Idea di Città con la candidata Manuela Corvi. Sempre alle ore 10 nel quartiere Archi-Montirozzo, Escursione metropolitana con le candidate Loretta Boni, Edelvais Cesaretti e Silvia Matricardi. Ospiti: Samuele Magnelli e Cristina Ferrara. Interverrà Francesco Rubini. Alle ore 17.45, Passeggiata in Bicicletta, con appuntamento al Monumento ai Caduti “Muoviamoci in Bici”: dal Monumento al Piano e ritorno “per una città sostenibile, meno inquinata e attiva”. ‘iniziativa è promossa dalla candidata Patrizia Talevi. Il percorso è rivolto a tutti.
Domenica 20, Grande Passeggiata Cittadina per un’Altra Idea di Città: Primo appuntamento alle ore 16.30 Arco di Traiano. Secondo appuntamento alle ore 17.30 ingresso Antiteatro romano, via Birarelli. Conduce il candidato Giampaolo Milzi. Interviene Francesco Rubini.

Il calendario potrebbe subire modifiche.
Consultare il programma aggiornato su https://altraideadicitta.it/eventi/
Ufficio Stampa Altra Idea di Città.

L’importanza di una ripresa dell’investimento culturale ad Ancona

Di Andrea Astracedi (Contributo Esterno) che ringraziamo.

La nostra città ha conosciuto molti giorni spensierati negli ultimi decenni, e fu a volte dipinta come
un’isola felice per quel che riguarda criminalità e ordine pubblico. Ma anche nei suoi paraggi più benestanti
flagelli come le tossicodipendenze, il disagio giovanile, hanno messo in luce ben prima del manifestarsi
dell’ultima drammatica crisi economico-finanziaria, le debolezze di una comunità che faticava a ricostruirsi
dopo il trauma della Seconda Guerra Mondiale, e che piuttosto si lasciava andare a frustranti individualismi
privati o familistici, sotto la garanzia di nuovi patronati politici e imprenditoriali. Ulteriori sconquassi portati
dal terremoto del ‘72 e dalla frana a un decennio di distanza hanno reso ancor più difficile un lineare
percorso di ricostruzione, che anzi fu dirottato verso una destrutturazione dell’unità urbanistica, verso la
creazione di nuovi quartieri estremamente dislocati, che si annunciavano forse non come certe borgate
invivibili di periferia ma certo impossibilitanti la ricreazione di un volto e quindi di un’identità profonda
vissuta dalla città. La vera ricostruzione non ci fu, quello che si perse con i bombardamenti del ’44 resta
indicibile, di certo un patrimonio di comunità sociale che venne avvolto in un lutto silenzioso e che ormai
lontano fatica persino a spiegarsi a noi oggi presenti. Paradossalmente una ricostruzione profonda pare più
cominciarsi oggi nel ‘virtuale’, grazie ai gruppi di discussione e condivisione sui social network tematici
focalizzati sulla storia recente e meno recente di Ancona. Se non c’è un posizionarsi al recupero di un filo
con il passato, senza per questo indugiare in stolte nostalgie, difficilmente il senso di comunità si recupera,
per contro corruttela e personalismi effimeri tendono a prevalere. Riprendo qui un mio vecchio appunto:
stupisce a vedere, nella mia città mercantile e marinara che fu l’Ancona repubblica, apposto sul magnifico
frontone della Loggia dei Mercanti l’incisa epigrafe ‘Comunitatis Anconæ’, a ricordarmi che il senso di
comunità appartenne anche ai mercanti, a coloro che più fortemente di chiunque altro portavano già allora,
già nel secolo quindicesimo, i semi della disgregazione egoistica; come se, tornando a casa dai lunghi e
rischiosi viaggi per mare, non potessero in effetti prescindere dal calore portato loro dalla famiglia, ma in
misura non minore da quel consorzio umano civico, che tutt’assieme li faceva veramente sentire ‘a casa’.
La crisi economico-finanziaria ormai iniziata dieci anni fa ha messo in luce debolezze storiche e
croniche italiane: Ancona non ha fatto eccezione, ed anzi il suo ambiguo percorso di recupero dai disastri
post-bellici, a cui è mancato il decisivo ricostituirsi di un vero spirito civico, ha ulteriormente inciso, e
destinato le potenzialità della città verso derive a se stanti: il porto, il cantiere, l’Università, il centro storico,
le periferie frammiste ai nuovi precari centri commerciali e logistici. Ciascuno ha dovuto affrontare come
meglio poteva le difficoltà, ma Ancona come entità civica in tutto questo è stata poco rilevante. La fatiscenza
di una raffineria, il vergognoso epilogo di una nota banca, l’agonia dell’aeroporto e il boccheggiare del
cantiere… stendo qui solo alcune pennellate di colore fosco, tanto per non perdere di vista l’oggetto malato
per il quale l’investimento in cultura è un farmaco che appare sostanzialmente ignorato ma che poteva e può
fare la differenza.
Anzitutto l’investimento di chi: ricostituire il soggetto, l’entità civica di Ancona, è un processo che può
far parte di un circolo virtuoso, in cui anche la parte amministrativa può giocare un ruolo di primo piano. Per
essere all’altezza di un modello sociale la cui economia sia basata sulla conoscenza, come è negli auspici del
Trattato di Lisbona, questo processo più che una opzione dovrebbe essere visto come un’azione
fondamentale. Dunque l’investimento in che cosa: in cultura, nell’accezione più ampia, evitando scadimenti
in specialismi sterili, compreso quella sorta di specialismo che ha ridotto la ‘cultura’ stessa a una cosa fra le
tante, da ammirare di dietro a una vetrina. Restituire all’intellettualità in grado di inverarsi in interdisciplinarietà e di dotarsi di una visione d’insieme quella funzione di perno attorno al quale una società si riorganizza e si riconosce unita, e dove si evitino snobismi fra il filone umanistico e quello scientifico:
perciò un nuovo soccorso dovrebbe provenire da quelle Università che, non più centrate solo sugli spin-off,
ritrovassero appieno il proprio vigore nell’agire pubblico. Intercettare e promuovere tipicità, talenti, patrimoni culturali inespressi.

Le comunità che sanno farlo sono quelle che resistono meglio all’impatto delle
crisi, come messo in evidenza dal sociologo statunitense Richard Florida. Investimenti con che cosa: certo,
l’accorciarsi dei fondi pubblici a disposizione pone di fronte a un dilemma chi li amministra. Scegliere una politica culturale di formazione e promozione, magari a scapito di un presunto ‘grande evento’ che pur lascia
a prima vista catturare più facilmente il plauso della cittadinanza, è sapersi assumersi un rischio più grande,
come è più grande la politica vera di quella che vuol vivere dell’incasso di giornata.

Genga, Primo Maggio 2018.

Riflessioni sulla Cultura ad Ancona

Testo di Massimo Cartaginese, che ringraziamo.

Partecipando ad una recente riunione a sostegno del candidato Rubini, ho esposto alcune sparse riflessioni personali sulla gestione culturale, da parte delle amministrazioni comunali recenti, degli spazi e, soprattutto, dei mezzi tecnici necessari ad organizzare eventi ed installazioni multimediali.

Mi è stato chiesto di rendere pubblici tali pensieri sparsi e volentieri lo faccio, senza illudermi che giungano alle orecchie di chi avrebbe, da tempo, dovuto ascoltare.

Chi mi conosce sa che da qualche anno ho incentrato il mio lavoro, da solo e con altri, nell’ambito dell’arte pubblica; l’arte pubblica si occupa (per definizione) di temi di interesse per la comunità. Interrogandosi e interrogando le amministrazioni pubbliche su tali temi, l’arte pubblica utilizza spazi diversi da quelli della galleria, spesso devoluti alla pittura; i nostri strumenti sono molto spesso legati alla riproducibilità (leggi: installazioni, comunicazione mediale, come poster ed affissioni “pubblicitarie”, videoproiezioni).

E’ evidente che nel cercare di realizzare tali proposte, è necessario entrare in una relazione “complice” con chi amministra la città, vuoi per la specificità dei temi proposti (appunto di pubblico interesse, in primis il recupero della memoria storica e l’individuazione di un genius loci specifico e comunicabile), vuoi per la necessità di operare in spazi di pubblica pertinenza, e vuoi infine, non meno importante, per accedere ai necessari mezzi economici e tecnici che permettono di realizzare idee e visioni.

E qui casca (particolarmente) l’asino. Senza farmi pubblicità ma in qualità di aneddoti, voglio citare un paio di episodi capitati a me e forse significativi e paradigmatici per altri.

Nel 2015 realizzai con il gruppo Voyagerlab, nella sala box della Mole Vanviteliana, una installazione complessa che aveva come tema il recupero di senso e importanza delle lapidi celebrative di eventi storici locali, lapidi che quasi nessuno consulta più o alle quali poneva necessaria attenzione.

Per realizzare progetto e installazione, il nostro referente, l’Assessorato alla Cultura del Comune di Ancona, rese disponibili i tre video proiettori richiesti: oggetti vetusti, ma tanto è.

Il giorno prima di inaugurare le le lampade di due dei tre esemplari cedettero per sempre (del resto la loro parte la facevano da anni, da troppi anni). Lampade giudicate insostituibili per ragioni economiche e burocratiche. Risolvemmo grazie al fortuito passaggio in sala di un amica gallerista che mise a nostra disposizione, seduta stante, due proiettori: gli angeli esistono ancora!

Lo scorso marzo 2018, invitato a partecipare all’ultima edizione di Cinematica nella sede consueta della Mole, scopro che la situazione è rimasta perfettamente immutata, vale a dire che l’hardware disponibile è sempre lo stesso. Nessun proiettore è stato acquistato e quello miracolosamente sopravvissuto appartiene, assieme a pochi monitor LCD e lettori DVD, al campo della pura archeologia digitale: roba da collezionisti!

Come è possibile che una città capoluogo di Regione (e che aspira a rimanere tale), che può avvalersi di uno spazio espositivo architettonicamente unico al mondo, non si ponga il problema di investire denaro (si, denaro!) per dotarsi di attrezzature tecniche adeguate?

L’uomo della strada, posto di fronte alla “gestione” ormai decennale della Mole operata dalle stessa parte parte politica (legittimamente al governo perché vincitrice di consultazioni elettorali precedenti), succeduta a sé stessa negli anni in varie sfumature di tono e colore, a quell’osservatore viene il sospetto che tale parte politica non voglia in realtà gestire in prima persona lo spazio della Mole, complicato e costoso (si, costoso!), ma voglia, nel presente e in prospettiva, ricorrere sempre più all’iniziativa di privati “mecenati” o private fondazioni culturali.

Un segno è il succedersi delle mostre “chiavi in mano”, economiche per chi amministra, divulgative e didattiche per la cittadinanza (certo, c’è bisogno anche di questo) dunque con un buon ritorno di immagine. Tuttavia queste iniziative azzerano o quasi il budget disponibile per la realizzazione di iniziative culturali e artistiche che la creatività locale, obiettivamente non seconda ad altre e spesso altrove riconosciuta, propone.

Il risultato è quello di confinare forzatamente l’arte e la cultura locale catalogata “d’avanguardia” (!) nel perimetro della retroguardia, in quello del dilettantismo, dell’approssimazione, della dimensione da oratorio parrocchiale.

Insomma gli si impedisce di emergere perché considerata minoritaria e inadatta a creare consenso (per estensione consenso elettorale), in fin dei conti rompiballe e fuori-tempo: chi ha creduto fino in fondo, al punto di scommettere (o investire?) denaro pubblico, a istanze e proposte culturali pre-giudicate comunque autoreferenziali e di nicchia?