NOTA DI ALTRA IDEA DI CITTA’ SU FRANA PATERNO

UN COMUNE AD ALTO RISCHIO IDROGEOLOGICO PUO’ PERMETTERSI DI RINUNCIARE ALLA PRESENZA DI UN GEOLOGO ?

I nuovi movimenti franosi che hanno interessato la frazione di Paterno, dopo gli smottamenti dei primi giorni di marzo che hanno prima interrotto e poi limitato la viabilità su via della Vecchia Fornace e dopo la frana che ha interessato la strada che conduce a Portonovo, ci inducono a fare una riflessione generale, che assume però i toni della denuncia, rispetto alle scelte effettuate di recente da questa amministrazione comunale in merito al tema della tutela di abitati e infrastrutture pubbliche dal rischio idrogeologico a cui è notoriamente esposto il nostro territorio.

Come è possibile che di fronte alla fragilità geologica e idrogeologica del nostro territorio, che imporrebbe il potenziamento della struttura comunale destinata alla verifica e alla riduzione dei rischi conseguenti, non sia stata mantenuta la presenza di una professionalità interna competente in materia? Ci chiediamo con quale attendibilità si possa proclamare che questa amministrazione ritiene prioritaria la sicurezza dei propri cittadini quando si rinuncia ai servizi di un proprio geologo ?

La grave situazione di Paterno richiederà certamente l’effettuazione di studi, monitoraggi e approfondimenti che potevano essere orientati utilizzando competenze interne; ora si dovrà ricorrere ad incarichi esterni con tutte le conseguenze non solo economiche del caso.

Prosegue il percorso avviato con l’appello che conta oltre 80 firmatari

COMUNICATO STAMPA – Prosegue il percorso avviato con l’appello per una piattaforma politica e civica per un’altra idea di città, presentato il 6 dicembre all’Informagiovani, in radicale discontinuità con il governo Mancinelli. I sottoscrittori dell’appello, ormai più di 80, stanno aumentando e in molti hanno già palesato la volontà di contribuire personalmente attraverso proposte e contributi concreti alla costruzione della «vera alternativa alla riedizione di accordi politici tra i soliti che già abbastanza hanno contributo a rovinare la città», scrivono in una nota i promotori dell’appello. L’intenzione è costruire una grande assemblea permanente tra tutti gli aderenti, curiosi e simpatizzanti, in un percorso che sia «luogo sovrano di impegno, discussione, progettazione e decisione. A questo scopo convocheremo un nuovo appuntamento pubblico per sabato 21 gennaio, una giornata in cui iniziare a discutere di temi, organizzazione, proposte per la città. Un momento di vero confronto e partecipazione, il primo di una pratica politica caratterizzata da una metodologia di lavoro condivisa che sarà il vero filo conduttore della nostra innovativa proposta politica e civica, per un capoluogo aperto e inclusivo che funzioni perché nato tra la gente e per la gente che in questa città abita, lavora e si impegna. Uno strumento per avviare il confronto con la città e con le sue migliori energie politiche e sociali, con lo sguardo aperto e plurale nei confronti di tutti coloro vorranno gettare le basi per l’Ancona del futuro». Per i sosteni, i temi più sentiti che rappresentano l’agenda del governo cittadino 2018 2023 sono: ambiente paesaggio e città sostenibile, inclusione socialità e integrazione diffusa, beni comuni e riqualificazione di aree e immobili dismessi, servizi sociali e culturali capaci di raggiungere le diverse fasce di cittadini, tutela della dignità del lavoro a vocazione territoriale e supporto a start up innovative di carattere culturale turistico e artistico, l’efficacia e l’efficienza della macchina amministrativa, l’aumento nell’accesso a fondi comunitari per una nuova vitalità e centralità di Ancona capoluogo.

L’APPELLO Un’Altra idea di città

Aggiornato il: gen 7 2018

Mentre la sindacatura cittadina sta volgendo al termine , la città, nonostante i recenti affrettati restyling, appare spenta, abulica, inerte, schiacciata tra i bisogni quotidiani acutizzati dalla crisi e i fallimenti di promesse e propagandistiche illusioni elettorali: dall’uscita ad Ovest alla metropolitana di superficie, dal recupero dell’ex stabile Angelini alla riqualificazione sociale delle periferie e dei quartieri popolari, dalla pulizia cittadina allo stato di abbandono di importanti immobili e aree pubbliche, alla condizione della sanità cittadina, solo per fare qualche esempio.
L’amministrazione comunale , con un metodo di governo autoreferenziale e di sdegnosa autosufficienza, si è mostrata restìa al rapporto e al confronto politico con la città e le sue espressioni più significative, con ciò accompagnando un lento ed inesorabile isolamento e progressivo degrado della città.
Serve senza dubbio una svolta, una boccata di aria fresca, la costruzione partecipata di un progetto complessivo di rilancio, un’esplicita disponibilità ad innamorarsi ed impegnarsi per la nostra città.
Una città che vuole liberarsi dallo smog e dal traffico, che sappia riscoprire le sue migliori bellezze storico-paesaggistiche, un luogo in cui tornare a fruire dei tanti, troppi, immobili pubblici e privati lasciati marcire dietro lucchetti chiusi, in cui riaprire spazi nei quartieri ai bambini, ai ragazzi, agli anziani, a chi ogni giorno è costretto a viverne l’abbandono.
Una città che ritrovi l’orgoglio della sua identità e della sua funzione di capoluogo di regione e di primario centro portuale con le sue fondamentali attività, dalla cantieristica alla pesca, al movimento merci e passeggeri.
Serve, per questo, incontrare, raccogliere e mettere a valore una moltitudine di risorse ed energie, di cui la città dispone, a cui piacerebbe lavorare per costruire un’Ancona fruibile, sostenibile, plurale, accogliente e solidale; un’Ancona contraria alle dismissioni in perdita e alle privatizzazioni di beni e servizi essenziali, non condizionata da interessi e “consorterie” attente unicamente a privilegiare e proteggere le rendite.
Una città capace di offrire ai suoi cittadini servizi pubblici all’altezza, welfare di qualità e partecipato, politiche di contrasto alla povertà , percorsi di integrazione in grado di arginare il disagio e l’emarginazione.
Una città universitaria che non costringa quotidianamente migliaia di studenti a combattere anche solo per prendere un autobus.
Una città viva che costruisca sicurezza e bellezza tramite lavoro, aggregazione, inclusione, intrattenimento, cultura.
Un’Ancona a misura d’uomo, con una vocazione turistica ben radicata sulle sue evidenti potenzialità culturali e ambientali di città di mare.
Un’amministrazione cittadina che ispiri la sua azione ai principi di giustizia sociale, promuovendo la buona occupazione e la dignità del lavoro, contro il precariato, per la riconversione ecologica delle attività produttive.
Una città di pace, coerente con i valori dell’antifascismo e i principi costituzionali.
Per discutere di tutto questo, approfondire, proporre, ragionare, noi, sottoscrittori di questo appello, ci mettiamo a disposizione della città per costruire una piattaforma progettuale di azione politica e civica.
Lo facciamo singolarmente, ognuno con la propria storia e competenze, al servizio di un percorso innovativo che immaginiamo e vogliamo aperto, partecipato, democratico e plurale.
Intendiamo sfidare apertamente chi sta amministrando questa città con un metodo e risultati che non appaiono all’altezza dei problemi e dei cambiamenti necessari, intendiamo farlo con i tanti anconetani e le tante anconetane disponibili e volenterosi di dare il loro contributo per la rinascita di una città più bella e più viva.