L’obiezione alla 194 è un attacco alla libertà delle donne.

Il 22 maggio sarà il quarantennale di una legge particolarmente significativa per la libertà e l’autodeterminazione delle donne: la legge 194.
Una legge che ha visto tantissime donne di diverso orientamento politico lottare insieme per affermare un diritto che non poteva più essere negato: la libera scelta della donna di diventare madre.
Gli attacchi alla libertà delle donne di scegliere se continuare o meno una gravidanza si stanno aggravando, nonostante la legge 194 garantisca formalmente il diritto all’Interruzione Volontaria di Gravidanza, nella realtà risulta sempre più difficile abortire. Le elevatissime percentuali di obiezioni di coscienza tra ginecologi e personale sanitario, spesso motivate da ragioni opportunistiche di tipo carrieristico, rendono sempre più difficile l’effettiva applicazione della legge. Non risulta immune da tale situazione la realtà Marchigiana, che da quanto emerge dai dati ISTAT 2016, gli obiettori di coscienza sono il 70,1%, ma con dei territori dove l’obiezione arriva al 100% o quasi ( Fermo, Ascoli Piceno, Fano, Senigallia e Jesi)
Nel Comune di Ancona le interruzioni di gravidanza si effettuano esclusivamente in convenzione con la casa di cura Villa Igea, dove risulta solo un obiettore di coscienza. A fronte di un’enorme taglio ai servizi sociosanitari, primi tra tutti quelli consultoriali (deputati all’accompagnamento della donna al percorso dell’IVG) la Regione Marche ritiene opportuno investire risorse economiche in costosissime convenzioni con cliniche private, piuttosto che mettere mano alla regolamentazione della obiezione di coscienza che restringe, o mina, il diritto delle donne a scegliere e autodeterminarsi.
Non ci sembra affatto secondario che a 40 anni dall’approvazione di una legge, che bisogna ricordare ha fatto diminuire le percentuali degli aborti al 40%, importante e simbolicamente significativa per la libertà di tutte le donne, ancora nei territori della Regione Marche ci sia un oggettivo impedimento all’ottemperamento del diritto delle donne di scegliere liberamente una maternità consapevole.
Non sono da sottovalutare gli attacchi squadristi e fascisti che si sono verificati pochi giorni fa davanti la casa internazionale delle donne; ancora una volta sul corpo delle donne si cerca d’imporre una volontà che non tiene conto del reale desiderio della donna stessa, trattandola come incubatrice e come fattice per la prosecuzione della “ stirpe italica”, parole che manifestano un livello di misoginia rivoltante.
Altra Idea di Città è per la difesa dei diritti civili.

Loredana Galano, Portavoce Altra Idea di Città.

UNA SETTIMANA DELLA DONNA NON BASTA

A proposito della settimana della salute della Donna (iniziativa importante) che si celebra ogni anno anche ad Ancona , all’ospedale regionale di Torrette, UNA SETTIMANA NON BASTA.
Troppe donne vivono una situazione di precariato sotto tanti punti di vista , lavorativo , emotivo, sanitario, economico, familiare.

La realtà è che la differenza di genere costtuisce, ancora nel 2018, un fattore che ostacola l’accesso alle libertà reali. La forte presenza nella vita sociale da parte delle donne ha costituito invece un fattore di sviluppo determinante per la comunità. La piena partecipazione è un obiettivo ancora da raggiungere e strategico per lo sviluppo della qualità della vita sociale.
Sono necessari potenziamenti dei servizi sociosanitari, che seguano la donna in adolescenza, nelle situazioni familiari e sociali difficili, e dalla gravidanza in poi nel percorso di vita e nella difficile ‘arte’ della genitorialita’. Servizi che tutelino la donna nelle sue scelte ( la legge 194 non è una strage di stato come si è vergognosamente letto su qualche muro, ma un DIRITTO INALIENABILE delle donne ), che tutelino la sua salute e non solo fisica.

Relazioni familiari, Consultori, Centri per le famiglie, Interventi a sostegno della conciliazione e armonizzazione dei tempi di vita e di lavoro, centri antiviolenza e case di accoglienza per le donne maltrattate, lotta alla tratta, allo sfruttamento e alla riduzione in schiavitù, la prevenzione socio-sanitaria , le Unità di strada, i programmi di screening oncologico e di informazione e consulenza su diabete, problemi cardiovascolari , endocrinologici.
Va fatto un lavoro puntuale e preciso sul territorio comunale .
Se veramente si vuole tutelare la salute della donna , ci vogliono più servizi socio sanitari e di migliore qualità…e non i continui tagli di questi anni. L’impegno di Altra Idea di Città va in questa direzione.

Manuela Corvi.