Gherardi (Altra Idea di Città): “Solidarietà agli studenti borsisti ignorati dall’ERDIS e alla lotta di Officina Universitaria”

La vicenda ERDIS sembra non avere fine, visto che nonostante siano state fatte varie promesse, da settembre, i disagi non volgono al termine.

Dopo una tardiva uscita delle liste definitive dei vincitori della borsa di studio erogata dall’ERDIS (che ha causato problemi rilevanti sull’assegnazione degli alloggi e su pagamenti anticipati effettuati da studenti vincitori della borsa), torna a far riflettere il problema legato alla mancata erogazione delle borse di studio che ha comportato per molti studenti la sospensione del Diritto allo Studio.

La questione ha portato il sindacato universitario maceratese Officina Universitaria ad affrontare uno sciopero della fame per 4 giorni, fino al momento in cui è arrivata la notizia della nuova erogazione delle borse da parte dell’ERDIS. La riuscita del gesto non fa decadere la grande necessità di chiarezza della pubblicazione del bando e delle graduatorie per il prossimo anno accademico.

Non è accettabile che si debba arrivare ad un gesto estremo affinché gli studenti beneficiari restino senza un euro per mesi. *Ad Ancona la realtà della tardiva erogazione della borsa contante da parte dell’Ente regionale unico si aggiunge alla questione della malamministrazione degli studentati, che, come denunciato già ad ottobre, versano in condizioni pessime e continuano a garantire una copertura solo parziale della necessità. Ora che, però, la campagna elettorale è di nuovo nel vivo, l’amministrazione comunale in carica ripropone le stesse mirabolanti promesse già avviate nel 2013 (anno per il quale dovevano essere finiti i lavori per gli studentati).

PUBBLICA E DI QUALITA’ alle prossime elezioni comunali scegli un’altra idea di Sanità

La Regione Marche ha tagliato in modo lineare: su posti letto, personale, ospedali, servizi.
Di conseguenza sono sempre di più i cittadini marchigiani che pagano di tasca propria i servizi sanitari che il pubblico non garantisce più, oppure perché le liste d’attesa sono troppo lunghe. Il cittadino paga di tasca propria le prestazioni diagnostiche o terapeutiche, oppure rinuncia a curarsi.
Nelle Marche spesso il ticket per una prestazione sanitaria effettuata nella struttura pubblica è superiore a quello che si paga nel privato, perché c’è l’aggravio del ticket sulla ricetta. Di fatto si determina una “concorrenza” sleale fra pubblico e privato, a favore del privato, non per la qualità delle prestazioni, ma perché gli organi di governo della Regione hanno deciso che fare un esame o una terapia nella struttura pubblica deve costare di più. In pratica il governo regionale lavora per far crescere la sanità privata, a spese del pubblico e dei singoli cittadini.
La proposta di legge regionale n. 145 che concede ai privati l’utilizzo delle strutture e delle strumentazioni appartenenti ai presidi sanitari pubblici non è che l’ultima scelta politica nella medesima direzione.
Ad essere penalizzata in particolare è stata la prevenzione, ma anche la riabilitazione, ormai quasi esclusivamente affidata al privato convenzionato o al privato non convenzionato (cioè a totale carico dei cittadini). Ad esempio ormai le UMEE (unità multidisciplinari per l’età evolutiva) non effettuano più le terapie ma solo le diagnosi (con tempi di attesa crescenti). Le famiglie di bambini e ragazzi disabili bisognosi di terapie debbono rivolgersi al privato; convenzionato se sono fortunati altrimenti sono costrette a rivolgersi ai centri privati non convenzionati, con spese insopportabili. Centri privati che crescono come funghi, e in cui spesso lavorano terapisti ex dipendenti del SSN in pensione; intanto i giovani laureati e specializzati sono alla ricerca di un lavoro o sono costretti ad accettare contratti di lavoro precario e sottopagato.

COSA C’ENTRA QUESTO CON LE ELEZIONI COMUNALI?

C’entra, perché la sindaca Valeria Mancinelli e il PD hanno sostenuto convintamente le politiche dei tagli alla Sanità effettuati dai governi a guida PD. In particolare la Sindaca Mancinelli è stata la più convinta sostenitrice del governatore Ceriscioli (che ha anche la delega alla sanità) responsabile dello sfascio e della privatizzazione della sanità pubblica marchigiana.
C’entra perché al Sindaco sono affidati dal DLg 299/99 (decreto Bindi) poteri di programmazione, di controllo e di giudizio sull’operato del Direttore generale delle ASL.
Un’Amministrazione diversa deve partire dal diritto alla salute della popolazione, prescindere dalle amicizie politiche con la Giunta Ceriscioli, svolgere il proprio ruolo a tutela dei cittadini, aprire una vertenza con la Regione Marche perché i servizi socio-sanitari pubblici (distretti, UMEE, UMEA, Consultorio, Poliambulatorio, Pronto soccorso e strutture ospedaliere) siano potenziati con adeguate assunzioni di personale, per garantire il diritto primario alla salute.

Loretta Boni Candidata Consigliere AIC

Ancona 28 marzo 2018.